Mercato dell'usato: perché i brand di moda restano a bocca asciutta?

Mentre il mercato del second-hand esplode in Italia valendo miliardi, i grandi marchi rimangono esclusi dai profitti della rivendita, affrontando la sfida della sostenibilità e del fast fashion.

Moda Second-Hand: Perché i Brand non Guadagnano dall'Usato?
Last UpdateApr 26, 2026, 11:44:32 PM
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Moda di seconda mano: perché il boom dell'usato non arricchisce i grandi marchi?Mentre i mercatini vintage e le app di rivendita esplodono in tutta Italia, il sistema moda si trova davanti a un paradosso senza precedenti. Sebbene il settore del second-hand stia generando cifre da capogiro, le case di moda tradizionali faticano a trovare una fetta di questa torta milionaria, restando spettatrici di un mercato che hanno esse stesse alimentato.Il mercato del vintage in Italia continua a crescere a ritmi sostenuti, trainato dalla ricerca di sostenibilità.L'ascesa inarrestabile del pre-lovedNegli ultimi anni, l'atteggiamento dei consumatori italiani verso l'usato è cambiato radicalmente: non è più una scelta di necessità, ma un vero e proprio status symbol etico. La spinta verso l'abbigliamento neutro e la riscoperta di pezzi d'archivio hanno trasformato il second-hand in un'economia parallela che vale ormai miliardi di euro. Eppure, qui sta il punto: i brand che hanno prodotto quei capi originariamente non vedono un centesimo dai passaggi di proprietà successivi.Siamo di fronte a una rivoluzione culturale dove lo scarto industriale viene finalmente visto come la nuova materia prima. In un momento in cui le risorse naturali scarseggiano, recuperare ciò che è già stato immesso nel sistema non è solo intelligente, è necessario. Ma per i giganti del lusso e del fast fashion, questo significa ripensare completamente il proprio modello di business, storicamente basato sulla vendita del nuovo a ritmi forsennati.I numeri di un'emergenza silenziosaIl successo dell'usato non è solo una questione di stile, ma una risposta diretta all'impatto ambientale devastante del settore. Non dimentichiamoci che la moda 'usa e getta' è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di gas serra. Ogni lasciata è persa, e in questo caso, ogni capo non riciclato rappresenta un peso insostenibile per il pianeta.L'industria tessile deve affrontare la sfida della decarbonizzazione e del riciclo dei materiali.Mentre le piattaforme digitali prosperano, i marchi restano esclusi dai ricavi del resale. Alcuni stanno provando a correre ai ripari introducendo il passaporto digitale per i prodotti, uno strumento che permetterebbe di tracciare l'autenticità e la storia di ogni capo, facilitando la rivendita controllata. Tuttavia, la strada è ancora in salita: la consapevolezza, specialmente tra le nuove generazioni abituate ai prezzi stracciati del fast fashion, non è ancora così profonda come si potrebbe pensare.Il mercato dell'usato vale miliardi, ma i brand restano esclusi dai profitti di questa circolarità.— Analisi Settoriale, Report Moda 2026Il nodo dei profitti e della responsabilitàIl vero problema è che il sistema attuale favorisce la quantità sulla qualità. Se un marchio produce migliaia di pezzi a basso costo, ha poco interesse a vederli circolare nel mercato dell'usato, dove la durata del prodotto diventa il valore principale. Le stime indicano che il valore del second-hand continuerà a salire, ma senza una reale integrazione, i brand rischiano di perdere il contatto con una fetta enorme di pubblico.Il lusso pre-loved sta ridefinendo il concetto di possesso nel mondo della moda italiana.La sfida per il futuro è trasformare quello che oggi è considerato uno 'scarto' in una risorsa economica diretta. Alcune realtà pioniere stanno già sperimentando il ritiro dell'usato in cambio di voucher, cercando di mantenere il cliente all'interno del proprio ecosistema. È una mossa per cercare di recuperare terreno in un ambito dove, finora, hanno dominato i privati e le startup tech.Cosa ci aspetta nei prossimi mesiIl futuro prossimo vedrà un'accelerazione normativa, con l'Europa pronta a imporre criteri più rigidi sulla durata dei tessuti e sulla facilità di riciclo. Non è più solo una questione di marketing, ma di sopravvivenza commerciale. Se i brand non riusciranno a entrare nel mercato del pre-loved in modo profittevole, potrebbero trovarsi a gestire costi di smaltimento sempre più alti per invenduti che nessuno vuole più comprare nuovi.Fast FashionModa prodotta rapidamente e a costi molto bassi, spesso associata a un alto impatto ambientale.ResaleLa rivendita di prodotti precedentemente acquistati, cuore pulsante dell'economia circolare.Passaporto DigitaleCertificato digitale che accompagna un capo per garantirne l'origine e facilitarne il riciclo o la rivendita.Domande FrequentiPerché i marchi di moda non guadagnano dall'usato?Attualmente, le vendite tra privati su piattaforme esterne non prevedono royalty per il produttore originale, che guadagna solo sulla prima vendita.Qual è l'impatto ambientale della moda usa e getta?Il settore è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di gas serra a causa di processi produttivi intensivi e trasporti globali.Cos'è il passaporto digitale per i vestiti?È una tecnologia che permette di conoscere l'intera filiera di un capo, utile per verificarne l'autenticità nel mercato dell'usato.
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Aya Nageeb

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