Perché Ligabue all’Olimpico ha scelto di alzare la voce?

All’Olimpico di Roma Ligabue ha celebrato “Certe notti” davanti a 54 mila persone, ma il concerto è diventato anche un messaggio contro guerre e violenza sulle donne.

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Davanti a 54 mila spettatori, Luciano Ligabue ha trasformato la festa di “Certe notti” in un concerto con una presa di posizione netta contro guerre e violenza sulle donne. Il 12 giugno, allo Stadio Olimpico di Roma, il rocker ha aperto la parte negli stadi de “La notte di certe notti” dopo la data zero di Bibione. La celebrazione del repertorio storico si è intrecciata con messaggi politici, immagini sui maxischermi e una scaletta costruita come viaggio nei dischi che hanno segnato la sua carriera.

Luciano Ligabue sul palco dello Stadio Olimpico di Roma
Ligabue durante la tappa romana de “La notte di certe notti” — Il Fatto Quotidiano

Quello che sappiamo finora

Il concerto romano ha portato all’Olimpico una scaletta di 26 brani, divisa in quattro blocchi legati agli album “Ligabue” del 1990, “Lambrusco, coltelli, rose & pop corn” del 1991, “Miss Mondo” del 1999 e “Fuori come va?” del 2002. Il bis è stato affidato a “I ragazzi sono in giro” e a “Certe notti”, la canzone che continua a fare da centro emotivo a questa stagione dal vivo.

La parte più forte della serata è arrivata con “Il mio nome è mai più”, brano contro le guerre inciso nel 1999 con Piero Pelù e Jovanotti. Secondo il racconto dal concerto, il palco è piombato nell’oscurità, Ligabue ha cantato con la chitarra acustica sull’estremità della passerella e, al rientro della band, le luci rosse hanno accompagnato le scritte sui maxischermi: “Basta col massacro a Gaza”, “Basta col massacro in Ucraina”, “Basta col massacro in Sudan” e “Basta con i 56 massacri in corso nel mondo”.

Ligabue durante lo spettacolo romano tra musica e messaggi civili
La tappa all’Olimpico ha unito repertorio storico e messaggi civili — Corriere della Sera

La struttura dello show ha puntato molto sulla memoria collettiva: da “Balliamo sul mondo” a “Urlando contro il cielo”, passando per “Piccola stella senza cielo”, “Una vita da mediano”, “Happy Hour” e “Tra palco e realtà”. Su “Happy Hour”, secondo il Corriere della Sera, sono apparsi brindisi con Putin e Trump, Von der Leyen e Draghi, Meloni e Macron, Netanyahu e Orbán, Musk e Zuckerberg; anche Mattarella è comparso, ma con un’immagine preoccupata.

Un altro momento centrale è stato “Nessuno è di qualcuno”, inedito dedicato alle donne e ragazze che hanno subito violenza. Sullo schermo sono comparsi volti dello spettacolo, tra cui Pierfrancesco Favino, Linus, Marco D’Amore, Rosario Fiorello, Luca Zingaretti, Luca Argentero, Amadeus e Fiorella Mannoia, legata all’associazione Una Nessuna Centomila.

“La notte di certe notti”
È il progetto dal vivo con cui Ligabue celebra la forza simbolica di “Certe notti” e del repertorio degli anni Novanta e Duemila.
Una Nessuna Centomila
È la realtà citata durante il concerto nel passaggio dedicato alla violenza contro le donne e ai centri antiviolenza.

Voci e posizioni

Il nodo pubblico più discusso riguarda il confronto a distanza con Francesco De Gregori, critico verso gli artisti che usano il palco per prese di posizione politiche. Ligabue ha riconosciuto il peso culturale del collega, ma ha chiarito di non condividere quella impostazione.

Francesco è un patrimonio della musica e della cultura italiane, è uno dei più liberi di pensiero, non si fa mai trovare dove qualcuno immagina di trovarlo. Mi piace, però quel pensiero non lo condivido.

— Luciano Ligabue, cantautore

Il punto, per Ligabue, non è obbligare la musica a schierarsi, ma riconoscere quando una canzone nasce da un’urgenza. Per questo “Il mio nome è mai più” continua a trovare spazio nei concerti, mentre “Nessuno è di qualcuno” introduce nel racconto dal vivo un tema contemporaneo e doloroso come la violenza di genere.

Adesso vi facciamo sentire l’ultima canzone che ancora non è uscita, ma l’abbiamo già fatta dal vivo un po’ di tempo fa. È una canzone che io voglio dedicare a tutte le donne e le ragazze che hanno subito un qualsiasi tipo di violenza e in Italia, a quanto pare, è una su tre.

— Luciano Ligabue, cantautore

Impatto in Italia

Per il pubblico italiano, la tappa romana non è stata soltanto un grande concerto estivo. Ha mostrato come un artista legato a una generazione cresciuta con i suoi brani possa usare uno stadio pieno per collegare memoria musicale e presente sociale. Il dato delle 54 mila presenze dice che Ligabue conserva una forza popolare rara, soprattutto quando il repertorio incontra canzoni entrate nel linguaggio comune.

Luciano Ligabue fotografato durante il tour Certe Notti
Il tour mette al centro memoria, identità e nuove prese di posizione — Vanity Fair Italia

La ricaduta è anche pratica per chi segue il tour. Dopo Roma, il calendario sposta l’attenzione su Torino, Milano e poi sui palazzetti: una sequenza che coinvolge città, trasporti, strutture ricettive e pubblico in arrivo da più regioni. A Roma, Roma Servizi per la Mobilità aveva indicato l’area del Foro Italico come raggiungibile con 20 linee di bus e tram, un dettaglio che conferma quanto i grandi live pesino sull’organizzazione urbana.

Cosa succede adesso

Il tour negli stadi prosegue il 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino e il 20 giugno allo Stadio San Siro di Milano. Da settembre Ligabue porterà “Certe Notti 2026” nei palazzetti, con partenza indicata il 22 settembre dall’Arena di Verona e chiusura il 24 ottobre all’Unipol Dome di Milano.

Sul futuro discografico, il cantautore ha spiegato di avere molto materiale già pronto, ma senza indicare una data di pubblicazione. Per il 2027 ha detto che si fermerà in Italia, mentre all’estero “succederà qualcosa”. Su Sanremo da ospite, la porta non è chiusa: prima, però, dovrebbe arrivare un invito.

In breve

  • Ligabue ha suonato il 12 giugno allo Stadio Olimpico di Roma davanti a 54 mila persone.
  • La scaletta ha incluso 26 brani e si è chiusa con “Certe notti”.
  • Durante “Il mio nome è mai più” sono apparsi messaggi contro i massacri a Gaza, Ucraina, Sudan e altri conflitti.
  • Con “Nessuno è di qualcuno” ha dedicato un passaggio alle donne e ragazze che hanno subito violenza.
  • Le prossime date negli stadi sono Torino il 17 giugno e Milano il 20 giugno.
  • Il tour nei palazzetti partirà a settembre e terminerà il 24 ottobre all’Unipol Dome.

Domande frequenti

Quante persone c’erano al concerto di Ligabue a Roma?

Gli organizzatori hanno indicato 54 mila spettatori allo Stadio Olimpico di Roma per la tappa del 12 giugno.

Quale messaggio ha lanciato Ligabue contro le guerre?

Durante “Il mio nome è mai più” sono apparse scritte contro i massacri a Gaza, Ucraina, Sudan e contro i 56 massacri in corso nel mondo.

Che cosa ha detto Ligabue su De Gregori?

Ha definito Francesco De Gregori un patrimonio della musica e della cultura italiane, ma ha detto di non condividere la sua posizione sugli artisti che prendono posizione dal palco.

Qual è la nuova canzone di Ligabue sulla violenza contro le donne?

Il brano è “Nessuno è di qualcuno”, inedito dedicato alle donne e ragazze che hanno subito violenza.

Quando sono le prossime date di Ligabue negli stadi?

Dopo Roma, Ligabue suona il 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino e il 20 giugno allo Stadio San Siro di Milano.

Quando finisce il tour 2026 di Ligabue?

Il calendario nei palazzetti si chiude il 24 ottobre all’Unipol Dome di Milano, indicata come ultima data live italiana del 2026.