Premio Strega: la verità sul caso Mari-Murgia e il destino della finale

Teresa Ciabatti rompe il silenzio sul presunto scontro con Michele Mari riguardo Michela Murgia, mentre la Fondazione Bellonci blinda il regolamento escludendo sanzioni.

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Il riflesso condizionato della pioggia sui finestrini di un van in corsa verso Bisceglie, il brusio del motore e, improvvisamente, il gelo che cala tra i passeggeri d'eccezione. Una conversazione privata tra finalisti del Premio Strega si trasforma in poche ore in un caso nazionale, travolgendo la vigilia dell'ottantesima edizione del riconoscimento letterario più ambito d'Italia. Al centro della bufera il superfavorito Michele Mari e le presunte offese rivolte alla memoria di Michela Murgia, che hanno scatenato richieste di squalifica, pronti dietrofront e l'inevitabile scontro ideologico sui media.

Teresa Ciabatti finalista Premio Strega 2026
Teresa Ciabatti rompe il silenzio sul caso che ha scosso il Premio Strega. — ANSA

Come si sono svolti i fatti

La vicenda ha inizio giovedì 18 giugno durante il tour promozionale dei finalisti in Puglia. A bordo del mezzo di trasferimento si trovano gli scrittori Michele Mari, Teresa Ciabatti, Elena Rui, Matteo Nucci, un'operatrice del premio e l'autista. Secondo le ricostruzioni emerse, Ciabatti avrebbe avvertito Mari pronunciare parole pesanti nei confronti di Michela Murgia, scomparsa nel 2023, definendola "intransigente e violenta perché era brutta" e sostenendo che con i suoi atteggiamenti aggressivi facesse pagare agli altri il proprio aspetto fisico. Parole che hanno provocato l'immediata reazione di Ciabatti, legata a Murgia da una profonda amicizia: "Le tue considerazioni sono inaccettabili e sono parole che mi fanno molto male".

Dopo giorni di indiscrezioni e congetture sulla stampa, Teresa Ciabatti ha deciso di rompere il silenzio per chiarire la dinamica: "Nelle scorse ore ho letto ricostruzioni congetturali, e dichiarazioni. Attenendomi ai fatti: alcuni giorni fa ho assistito e poi preso parte a una conversazione. L'oggetto della conversazione era Michela Murgia, il suo corpo. Non c'è stato alcun litigio furioso tra me e Michele Mari, ma un confronto diretto di idee profondamente diverse". La scrittrice ha inoltre confermato che Mari le ha successivamente recapitato un messaggio di scuse, specificando che non era sua intenzione ferirla.

Dal canto suo, Mari ha cercato di ridimensionare l'episodio attraverso una nota diffusa dalla sua casa editrice, Einaudi, sostenendo di non aver mai commentato l'aspetto fisico della scrittrice sarda ma di aver semplicemente rievocato, in un contesto privato, un lontano episodio di reciproca incomprensione. Una versione che tuttavia contrasta con quanto riferito da altre fonti presenti sul van.

Analisi del contesto

L'episodio ha riacceso i riflettori sulla fragilità del confine tra pubblico e privato nell'era digitale e sulla polarizzazione che circonda la figura di Michela Murgia. La reazione del mondo culturale italiano evidenzia un cortocircuito informativo in cui una conversazione confidenziale diventa immediatamente di dominio pubblico, trasformandosi in un'arma di pressione editoriale. La richiesta iniziale di escludere Mari dal concorso mostra come la cultura della cancellazione tenda a colpire direttamente l'opera d'arte per sanzionare il comportamento, reale o presunto, dell'artista.

Il libro I convitati di pietra di Michele Mari
Il romanzo di Michele Mari resta in corsa per la vittoria finale. — ilLibraio.it

Se in passato le polemiche legate ai premi letterari si concentravano sulle geometrie dei voti e sulle alleanze tra grandi gruppi editoriali, oggi lo scontro si sposta sul terreno dell'etica, del linguaggio e del politicamente corretto. Questo slittamento rischia di oscurare il valore strettamente letterario dei testi in gara, trasformando la competizione in un tribunale morale dove il gradimento del pubblico prescinde dalla qualità della scrittura.

Cosa dicono i protagonisti e gli osservatori

Mentre i giurati e gli altri finalisti mantengono un rigido riserbo, voci autorevoli della cultura hanno espresso posizioni nette sulla vicenda. La poetessa Patrizia Valduga ha difeso strenuamente la legittimità della partecipazione di Mari, criticando l'esasperazione del dibattito: "Una conversazione privata non può diventare pubblica. O ci vogliono leggere nel pensiero?". Valduga ha poi aggiunto che un giudizio estetico non ha nulla a che vedere con le doti di uno scrittore, scagliandosi contro quelle che definisce "fissazioni sui generi" e le derive della censura linguistica.

Sulla stessa linea di difesa della laicità della cultura si è espresso l'editorialista de Il Post, sottolineando l'insopportabilità dell'uso censorio del politicamente corretto e auspicando che la competizione letteraria non venga alterata da dogmi morali.

La Fondazione Bellonci, che in un primo momento aveva preso le distanze dalle affermazioni attribuite a Mari ritenendole incompatibili con lo spirito del Premio, ha spento ogni ipotesi di squalifica richiamando il testo ufficiale dello statuto:

Sulla stampa abbiamo letto che la Fondazione Bellonci starebbe valutando l'ipotesi di escludere Michele Mari dalla ottantesima edizione del Premio Strega. Questa eventualità non è consentita dal regolamento che prescrive che neppure l'autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara.

— Fondazione Bellonci, Nota ufficiale

Gli equilibri della finale

Nonostante lo scudo regolamentare della Fondazione, la corsa al voto per la serata finale dell'8 luglio in Piazza del Campidoglio si preannuncia tesa e dall'esito tutt'altro che scontato. I giochi politici interni alla giuria potrebbero risentire del danno d'immagine subìto dal favorito.

Lo scrittore Michele Mari
Michele Mari guida la sestina dei finalisti ma la polemica potrebbe costargli voti preziosi. — Today

Attualmente, Michele Mari guida la sestina con 280 preferenze per il suo romanzo "I convitati di pietra" (Einaudi), tallonato da Matteo Nucci a quota 242 voti con "Platone. Una storia d'amore" (Feltrinelli). Al terzo posto si posiziona Bianca Pitzorno con 195 voti per "La sonnambula" (Bompiani). Più staccati gli altri concorrenti: Teresa Ciabatti conta su 184 voti, Alcide Pierantozzi su 170 ed Elena Rui chiude con 163 preferenze. Lo spostamento dei voti degli incerti e dei giurati più sensibili alla polemica potrebbe favorire una clamorosa rimonta di Nucci o della Pitzorno.

I prossimi passi

Il tour del Premio Strega prosegue senza variazioni strutturali. Teresa Ciabatti ha confermato la sua presenza per la tappa prevista il 25 giugno a Milano, segnando il ritorno alla normalità degli incontri pubblici. La macchina organizzativa si concentra ora sulla preparazione della cerimonia di proclamazione dell'8 luglio, che per la prima volta abbandona la storica cornice del Ninfeo di Villa Giulia per approdare sul Campidoglio, dove la parola definitiva spetterà, come da regolamento, esclusivamente ai voti espressi dai 460 Amici della Domenica e dagli altri membri della giuria.

Domande Frequenti

Cosa è successo sul pulmino del Premio Strega?

Durante un trasferimento del tour verso Bisceglie, lo scrittore Michele Mari avrebbe pronunciato frasi offensive sull'aspetto fisico di Michela Murgia, definendola brutta e aggressiva. Le sue parole hanno innescato un duro confronto verbale con la collega Teresa Ciabatti, amica intima della scrittrice scomparsa.

Michele Mari rischia di essere escluso dal Premio Strega 2026?

No. La Fondazione Bellonci ha chiarito ufficialmente che l'esclusione non è prevista dal regolamento del premio. Trattandosi di una competizione tra opere letterarie e non tra persone, il libro resta regolarmente in gara.

Qual è la posizione ufficiale di Teresa Ciabatti?

Teresa Ciabatti ha smentito l'esistenza di una lite furiosa, parlando piuttosto di un confronto diretto tra idee diverse incentrato sul corpo di Michela Murgia. Ha confermato di aver ricevuto le scuse private di Mari e ha negato ogni responsabilità sulla fuga di notizie d'agenzia.

Come potrebbe cambiare la classifica finale del premio dopo questa polemica?

Michele Mari resta in testa con 280 voti, ma lo scandalo potrebbe spingere alcuni giurati a dirottare le preferenze su Matteo Nucci (attualmente secondo con 242 voti) o su Bianca Pitzorno (terza con 195 voti), riaprendo di fatto la corsa alla vittoria.