Infermieri oggi: tra Case di comunità vuote e la fuga verso il privato
Un silenzio irreale nei corridoi appena tinteggiati, interrotto solo dal rumore dei carrelli per i materiali. Le nuove Case di comunità, nate sotto l'egida del Pnrr per rivoluzionare l'assistenza territoriale, rischiano di trasformarsi in scatole vuote prima ancora di partire. La carenza strutturale di personale infermieristico sta spingendo il sistema sanitario pubblico verso un punto di non ritorno, dove la burocrazia soffoca la clinica e i professionisti cercano vie d'uscita alternative.

La mappa del disonore professionale
I dati emersi dagli ultimi dossier e dalle rilevazioni sindacali descrivono una quotidianità ai limiti della sostenibilità. Un'indagine conoscitiva condotta da Nursind su 700 professionisti in Piemonte rivela che l'85,7% degli infermieri ritiene il proprio turno numericamente inadeguato a garantire la sicurezza delle cure. Di questi, il 59% denuncia un rischio costante dovuto a carenze strutturali, mentre il 26,7% sperimenta ritmi talmente serrati da innalzare pericolosamente il rischio clinico per i cittadini. Solo il 14,3% lavora in condizioni standard.
La carenza viene tamponata prosciugando le energie dei lavoratori rimasti. Il 54% degli intervistati subisce richieste oppressive di straordinari e salti dei riposi programmati, con il 40,3% che affronta questa situazione in modo sistematico. A questo si aggiunge la piaga del demansionamento: il 69,5% denuncia di essere regolarmente distolto dalle proprie funzioni per svolgere attività alberghiere, compiti burocratici o trasporto di materiali.
Il grande paradosso del Pnrr
Mentre i tavoli tecnici dell'Aran discutono il rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025/2027, la realtà territoriale si scontra con i parametri fissati dal DM 77/2022. La riforma prevede l'impiego dell'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFoC) nel rapporto di uno ogni 3.000 abitanti, quantificando un fabbisogno nazionale di circa 20.000 professionisti. Nelle sole Case di comunità l'obiettivo teorico è di 11.433 unità, ma i dati reali Agenas e del ministero della Salute parlano di appena 1.920 infermieri attivi, tra tempo pieno e presenza oraria. All'appello mancano quasi 10.000 professionisti.

La formazione si muove a macchia di leopardo sul territorio nazionale. I corsi attivi o previsti dalle Regioni produrranno tra i 2.065 e i 2.302 specialisti nei prossimi anni. Unica eccezione parziale è la Lombardia, che conta 1.057 unità già censite al 31 dicembre 2022, portando la stima complessiva nazionale tra i 3.065 e i 3.372 infermieri formati, un numero comunque insufficiente a colmare il vuoto organico.
- IFoC
- Infermiere di Famiglia e Comunità, figura specialistica territoriale deputata alla gestione delle cronicità, della prevenzione e del raccordo assistenziale.
- Case di Comunità
- Strutture sanitarie territoriali previste dal Pnrr come punto unico di accesso per i cittadini alle cure primarie e sociali.
- Demansionamento
- L'assegnazione sistematica del professionista a mansioni inferiori rispetto alla qualifica di appartenenza, come attività alberghiere o burocratiche.
Lo scontro sul reclutamento e i lavoratori in affitto
In Piemonte il dibattito si è infiammato a causa della proposta di reclutare infermieri tramite la società in house Amos per colmare i vuoti delle Case di comunità. La Cisl Funzione Pubblica di Cuneo ha diffuso volantini invitando i dipendenti delle Asl a dimettersi per farsi assumere da Amos, un'azienda a gestione privatistica partecipata da cinque aziende sanitarie locali. La promessa di ottenere tutele negate nel pubblico, come trasferimenti o part-time, ha innescato la reazione durissima degli Ordini professionali (Opi) e di sigle come Nursing Up.
Gli infermieri per il sistema sanitario non sono lavoratori in affitto e non possono essere trattati come una merce da reperire sul mercato ogni volta che il sistema sanitario non riesce a programmare il proprio fabbisogno di personale.
Gli Ordini di Torino e Cuneo evidenziano come il ricorso a intermediari non faccia altro che alimentare la precarizzazione e la frammentazione contrattuale, senza risolvere i motivi profondi per cui la professione ha perso attrattività: stipendi insufficienti, aggressioni e carichi di lavoro insostenibili. Anche la politica locale si è mossa con un'interrogazione di Avs rivolta all'assessore regionale Federico Riboldi, contestando il rischio di una concorrenza interna tra pubblico e privato partecipato.
Le ricadute sui servizi e la cura di prossimità
Le conseguenze di questo squilibrio si riflettono direttamente sulla qualità dell'assistenza ai cittadini. L'infermiere di famiglia dovrebbe rappresentare il perno della sanità domiciliare, occupandosi di dimissioni protette, monitoraggio clinico, gestione dei presidi e aderenza terapeutica per i soggetti fragili e anziani. Le prestazioni ambulatoriali erogate presso le Case di comunità, accessibili tramite il Punto Unico di Accesso, necessitano di una stabilità d'organico che l'attuale sistema non riesce a garantire, costringendo i reparti a ridursi a compiti meramente esecutivi legati alle continue urgenze quotidiane.

Cosa succede adesso ai tavoli contrattuali
Il sindacato Nursing Up ha contestato l'andamento delle trattative con l'Aran per il rinnovo del contratto. L'agenzia governativa sta portando avanti l'inserimento di nuove qualifiche non sanitarie nell'ordinamento (come autisti soccorritori, assistenti di studio odontoiatrico e mediatori culturali), mentre la figura dell'IFoC resta priva di un inquadramento contrattuale specifico e moderno, confinata nel contenitore dell'infermiere generalista. La richiesta dei rappresentanti dei lavoratori è chiara: accesso all'Area di Elevata Qualificazione e inserimento nella dirigenza per i professionisti con Laurea Magistrale a indirizzo clinico, unico modo per restituire dignità economica e attrarre nuove leve nel Servizio Sanitario Nazionale.
Domande frequenti
Quanti infermieri mancano nelle Case di comunità previste dal Pnrr?
Nelle Case di comunità mancano all'appello circa 10.000 infermieri rispetto ai parametri di riferimento. Attualmente i professionisti attivi sul territorio sono solo 1.920 a fronte di un obiettivo di 11.433 unità.
Che cos'è l'indagine Amos in Piemonte e perché fa discutere?
Amos è una società in house a gestione privatistica partecipata da alcune Asl piemontesi. Fa discutere perché alcuni sindacati hanno invitato gli infermieri pubblici a licenziarsi dalle Asl per farsi assumere da Amos, creando un meccanismo di concorrenza interna nel reclutamento del personale.
Quali sono i principali problemi denunciati dagli infermieri nei reparti?
Gli infermieri denunciano un sottorganico strutturale nell'85,7% dei casi, turni pesanti che aumentano il rischio clinico, richieste continue di straordinari selvaggi e un diffuso demansionamento per attività burocratiche o alberghiere.
Cosa chiedono i sindacati all'Aran per il rinnovo del contratto 2025/2027?
I sindacati chiedono un inquadramento contrattuale specifico per l'Infermiere di Famiglia e Comunità, l'accesso all'Area di Elevata Qualificazione per chi possiede master specialistici e un adeguato riconoscimento economico legato alle maggiori responsabilità richieste dalla riforma territoriale.
Risorse
Fonti e riferimenti citati in questo articolo.
