Liberi di scegliere è legge: lo Stato allontana i figli dei boss dai clan mafiosi

Il Senato approva all unanimità la legge bipartisan che tutela minori e donne in fuga dalle mafie. Nuova identità, alloggi protetti e fondi strutturali.

Legge Liberi di Scegliere: approvato il testo per i figli dei boss
Ultimo aggiornamentoJul 17, 2026, 5:52:39 PM
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Liberi di scegliere è legge: lo Stato allontana i figli dei boss dai clan mafiosi

Lo Stato italiano spezza formalmente la trasmissione ereditaria del potere criminale, offrendo una via di fuga sicura ai figli e alle mogli dei boss della criminalità organizzata. Con un voto unanime, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge bipartisan denominato "Liberi di scegliere", che trasforma un protocollo giudiziario sperimentale in una norma strutturale e permanente. Il provvedimento introduce tutele senza precedenti, stanziando milioni di euro all'anno per garantire una reale alternativa di vita a chi decide di recidere i legami con i contesti mafiosi.

L Aula del Senato italiano
L Aula del Senato approva all unanimità il testo di legge — Il Post

Cosa sappiamo finora sulla nuova normativa

L approvazione definitiva a Palazzo Madama, avvenuta il 15 luglio 2026, estende formalmente a tutti gli uffici giudiziari del territorio nazionale un modello operativo nato nel 2012 dall intuizione di Roberto Di Bella, all epoca presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria e attuale presidente di quello di Catania. Fino a questo momento, lo strumento era stato applicato in via sperimentale soltanto in sei distretti di Corte d Appello, tra cui Catania, Palermo, Reggio Calabria, Napoli, Catanzaro e Milano. La necessità di una legge nazionale deriva dalla pervasività di organizzazioni come Cosa Nostra, la ndrangheta e la camorra, ormai radicate stabilmente anche nelle regioni del Centro e del Nord Italia.

Dal punto di vista operativo, le procure presso i tribunali dei minorenni avranno il compito di attivare il percorso non appena rileveranno la presenza di bambini o adolescenti inseriti in contesti criminali. La strategia si rende necessaria poiché le famiglie affiliate arruolano sistematicamente i minori per compiere reati, sfruttando il fatto che sotto i 14 anni non si è imputabili per la legge italiana. Le indagini e le intercettazioni ambientali permettono spesso di identificare situazioni di grave rischio, maltrattamento o abbandono scolastico.

Il giudice Roberto Di Bella
Il magistrato Roberto Di Bella, ideatore del protocollo — Quotidiano del Ministero della giustizia

La legge prevede lo stanziamento di fondi strutturali annui per finanziare una fitta rete di supporto composta da psicologi, assistenti sociali, educatori e volontari antimafia. Nei casi meno gravi, l intervento prevede il monitoraggio della frequenza scolastica, attività ricreative e corsi di formazione professionale in collaborazione con aziende esterne alla regione d origine. Nei contesti di massimo pericolo, il tribunale dispone la sospensione temporanea della responsabilità genitoriale e il collocamento protetto in comunità o presso famiglie affidatarie.

Reazioni e posizioni istituzionali

La convergenza politica sul testo ha trovato il pieno sostegno sia della maggioranza sia dell opposizione, concretizzandosi in un voto unanime che ricalca quello già espresso alla Camera dei Deputati il primo luglio. I vertici delle istituzioni hanno espresso profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto, definendolo una svolta storica nella prevenzione antimafia.

L approvazione all unanimità in Parlamento della legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose rappresenta un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per renderla sempre più solida ed efficace.

Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri

L approvazione giunge a ridosso del trentaquattresimo anniversario della strage di via D Amelio, un legame temporale richiamato anche dai vertici della Commissione parlamentare Antimafia. Chiara Colosimo, presidente della Commissione, ha sottolineato come l impianto normativo sia nato dall ascolto di storie reali di sofferenza e paura, trasformate in responsabilità istituzionale. Colosimo ha inoltre stimato che la legge permetterà di sottrarre alla criminalità organizzata circa 400 minori ogni anno.

L impatto concreto sui territori

La principale innovazione pratica introdotta dalla legge riguarda la drastica semplificazione delle procedure per il cambio dei dati anagrafici. Finora, la modifica di nome e cognome per i cittadini comuni richiedeva una complessa istruttoria presso la prefettura con la pubblicazione della domanda nell albo pretorio del comune di nascita, una modalità che annullava qualsiasi riservatezza e trasparenza a tutela della sicurezza. Una procedura protetta esisteva esclusivamente per i collaboratori di giustizia formali.

La nuova legge tutela invece una categoria specifica: le mogli e i figli dei boss che desiderano semplicemente recidere i contatti con l ambiente criminale per iniziare una vita onesta, senza l obbligo di diventare testimoni o collaboratori di giustizia. L anonimato è indispensabile per evitare violenze e ritorsioni. Fino a oggi, molte madri fuggite lavoravano in modo del tutto irregolare e in nero pur di non registrare contratti che avrebbero potuto rivelare la loro posizione geografica ai clan di origine.

Aula parlamentare
Il voto unanime sigla un accordo trasversale contro i clan — Avvenire

Oltre ai nuovi documenti, lo Stato garantirà una base materiale solida per l autonomia: alloggi in località protette, supporto economico iniziale per le spese di sussistenza, assistenza psicologica continua e l inserimento nel sistema scolastico o lavorativo. I dati storici raccolti dal 2012 dimostrano l efficacia della misura. Su circa 200 minori e 34 donne allontanati in quattordici anni di sperimentazione, l 80% dei ragazzi, una volta raggiunta l età adulta, non ha commesso alcun tipo di reato. Il sistema ha scosso le fondamenta delle cosche dall interno: tre importanti boss detenuti al regime di 41-bis hanno scelto di pentirsi e collaborare con la giustizia dopo l allontanamento protetto dei propri figli.

I prossimi passi confermati

L approvazione definitiva avvia immediatamente la fase operativa di estensione del protocollo a tutte le procure minorili d Italia. L associazione Libera, guidata da don Luigi Ciotti, e la Conferenza Episcopale Italiana, storici partner del progetto, collaboreranno attivamente con i ministeri competenti (Giustizia, Interno, Istruzione, Università, Famiglia e Pari Opportunità) per mappare le strutture d accoglienza idonee e avviare il reclutamento del personale specializzato necessario alla gestione dei nuovi fondi stanziati.

Sintesi dei fatti principali

  • Il Senato ha approvato all unanimità la legge bipartisan "Liberi di scegliere", già votata alla Camera il primo luglio.
  • Il testo estende a tutta Italia il protocollo nato nel 2012 a Reggio Calabria su iniziativa del giudice Roberto Di Bella.
  • La norma introduce la possibilità di cambiare nome e cognome in totale riservatezza per mogli e figli di esponenti mafiosi.
  • Lo Stato stanzia fondi strutturali annui per garantire alloggi protetti, assistenza economica, percorsi di studio e supporto psicologico.
  • Durante la sperimentazione l 80% dei giovani sottratti ai clan non ha commesso reati una volta adulto.
  • La legge prevede la cooperazione tra ministeri, procure minorili, l associazione Libera e la Conferenza Episcopale Italiana.

Domande Frequenti

In cosa consiste la legge Liberi di scegliere?

È una norma nazionale che permette ai tribunali dei minorenni di allontanare bambini, ragazzi e madri dai contesti di criminalità organizzata per inserirli in percorsi protetti di legalità, offrendo loro una nuova identità e supporti materiali.

Chi ha ideato questo modello di intervento?

Il modello è stato ideato nel 2012 dal magistrato Roberto Di Bella, all epoca presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, per contrastare la cultura mafiosa ereditaria nelle famiglie di ndrangheta.

Come funziona il cambio di cognome con la nuova legge?

La legge semplifica drasticamente le procedure, eliminando l obbligo di pubblicazione della richiesta nell albo pretorio comunale e garantendo il totale anonimato a donne e minori, anche se non inseriti nei programmi per collaboratori di giustizia.

Quali aiuti concreti ricevono le persone che si allontanano dai clan?

Lo Stato garantisce nuovi documenti d identità, assistenza economica iniziale, alloggi riservati fuori dalle regioni d origine, supporto psicologico e inserimento guidato nel mondo del lavoro o della scuola.

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Scritto da

Ahmed Sezer

Caporedattore

Specialista in politica, governo e argomenti di interesse pubblico generale.

Questo articolo è stato prodotto con strumenti editoriali assistiti dall'IA e revisionato secondo gli standard editoriali di Trend Digest prima della pubblicazione.

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