La Terra forse non finirà dentro il Sole morente

Un nuovo studio su Astronomy & Astrophysics rivede il destino della Terra: il pianeta potrebbe non essere inglobato dal Sole, anche se diventerà inabitabile molto prima.

La Terra potrebbe sfuggire al Sole morente
Ultimo aggiornamentoJun 29, 2026, 1:03:01 PM
4 giorni fa
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La Terra forse non finirà dentro il Sole morente

Nel futuro remoto del Sistema solare, il cielo non avrà più l’azzurro familiare di oggi: il Sole sarà una gigante rossa, gonfia e instabile, mentre i pianeti interni lotteranno contro gravità, calore e maree stellari. Una nuova ricerca pubblicata su Astronomy & Astrophysics rivede il finale più citato per il nostro pianeta. La Terra potrebbe non essere inghiottita dal Sole tra circa cinque miliardi di anni, anche se diventerebbe inabitabile molto prima. La notizia cambia il possibile destino fisico del pianeta, non quello della vita sulla sua superficie.

Il Sole e il destino futuro della Terra secondo un nuovo studio astronomico
La Terra potrebbe restare in orbita anche dopo la fase di gigante rossa del Sole — Wired

Come si sono mossi gli eventi

Il punto di partenza è noto: il Sole si trova ancora nella sequenza principale, la fase stabile in cui brucia idrogeno nel proprio nucleo. Secondo le ricostruzioni citate dalle fonti, questa stabilità proseguirà per miliardi di anni, ma la stella diventerà progressivamente più calda e luminosa.

Prima ancora della fase finale, la Terra perderà le condizioni che la rendono abitabile. Wired indica che l’aumento della luminosità solare potrebbe provocare l’evaporazione dell’acqua terrestre entro i prossimi due miliardi di anni. upday riporta anche lo scenario di una fine della vita tra circa un miliardo di anni, legata al calo dell’ossigeno atmosferico.

Il vero cambio di prospettiva riguarda ciò che accadrà dopo. Quando il Sole esaurirà il combustibile nel nucleo, si espanderà fino a diventare una gigante rossa. Per anni l’ipotesi più citata vedeva Mercurio, Venere e forse la Terra destinati a essere inglobati dalla stella.

Il nuovo studio, citato anche da La Nuova Sardegna, riapre la questione: i modelli aggiornati indicano che le maree stellari potrebbero essere meno efficaci di quanto calcolato in precedenza.

I dettagli decisivi

La partita si gioca tra due effetti opposti. Da una parte ci sono le maree stellari, cioè interazioni gravitazionali che possono sottrarre energia all’orbita terrestre e trascinare il pianeta verso il Sole. Dall’altra c’è la perdita di massa della stella, dispersa attraverso intensi venti stellari: se il Sole perde massa, la sua attrazione gravitazionale diminuisce e le orbite dei pianeti tendono ad allargarsi.

Rappresentazione del futuro della Terra durante l’evoluzione del Sole
Il destino della Terra dipende dall’equilibrio tra maree stellari e perdita di massa del Sole — La Nuova Sardegna

Il passaggio tecnico è meno astratto di quanto sembri. Se le maree vincono, la Terra rallenta, scivola verso l’interno e viene consumata. Se invece prevale la perdita di massa, l’orbita terrestre si allarga abbastanza da restare oltre il raggio massimo raggiunto dal Sole.

Per stimare meglio questo equilibrio, i ricercatori hanno preso come riferimento L2 Puppis, una stella anziana distante circa 209 anni luce dalla Terra. Le osservazioni di questa stella aiutano a immaginare quanta materia possa disperdere nello spazio una stella simile al Sole nelle sue fasi finali.

Reazioni e risposte

Le fonti indicano che lo studio è collegato all’Università di Leuven e al CEA Paris-Saclay. L’autore principale Mats Esseldeurs, secondo upday, lega il destino della Terra proprio all’equilibrio tra forze di marea e spostamento orbitale causato dalla perdita di massa solare.

La cautela, però, resta parte della notizia. La quantità esatta di massa che il Sole perderà e la forza reale delle interazioni mareali non sono ancora determinate con precisione. Per questo lo studio non trasforma la sopravvivenza della Terra in una certezza: rende più credibile uno scenario che prima appariva meno probabile.

La ricercatrice Leen Decin, citata da upday, collega il dato astronomico alla questione più concreta: anche se il pianeta non venisse fisicamente distrutto, la Terra non resterebbe un mondo vivibile. Sarebbe una roccia bruciata, senza le condizioni che oggi permettono la vita.

Una prospettiva più ampia

Il destino degli altri pianeti interni appare più netto. Mercurio e Venere saranno comunque inglobati dagli strati esterni del Sole durante l’espansione della stella. Marte, più distante, dovrebbe invece sopravvivere e spostarsi su un’orbita più larga, pur subendo un forte aumento delle temperature.

Illustrazione del Sistema solare e del futuro del pianeta Terra
La Terra si trova in una zona di transizione: piccoli cambiamenti nei modelli possono cambiare il verdetto — upday News

Il dato interessante per chi legge in Italia non è solo la distanza temporale, quasi impossibile da afferrare nella vita quotidiana. La ricerca mostra come la scienza corregga i propri scenari quando arrivano modelli più precisi e osservazioni migliori. Non è un ribaltamento spettacolare: è un aggiustamento profondo del modo in cui leggiamo il futuro delle stelle simili al Sole.

La conseguenza più concreta è culturale e scientifica. Sapere se i pianeti possono sopravvivere alla morte della loro stella aiuta anche a capire sistemi planetari lontani, dove stelle anziane e resti stellari possono ancora ospitare pianeti in orbita.

Cosa succede adesso

Il prossimo passo indicato dalle fonti è ottenere osservazioni più precise. upday cita missioni future come PLATO dell’Agenzia Spaziale Europea, che potrebbero aiutare a capire con quale frequenza i pianeti sopravvivano alle fasi finali delle stelle.

Per la Terra, il verdetto resta legato a parametri fisici ancora da misurare meglio: perdita di massa solare, intensità delle maree e comportamento della stella nelle sue ultime fasi. Il finale possibile è cambiato: la Terra potrebbe non essere inghiottita. Ma la sua abitabilità finirà molto prima del tramonto definitivo del Sole.

Domande frequenti

La Terra verrà inghiottita dal Sole?

Il nuovo studio indica che potrebbe non accadere. Se la perdita di massa del Sole prevarrà sulle maree stellari, l’orbita terrestre potrebbe allargarsi abbastanza da evitare l’inglobamento.

Quando il Sole diventerà una gigante rossa?

Le fonti indicano un orizzonte di circa cinque miliardi di anni, quando il Sole avrà esaurito il combustibile che alimenta le reazioni nel suo nucleo.

La Terra resterà abitabile se sopravvive al Sole?

No. Secondo le fonti, la Terra diventerà incompatibile con la vita molto prima della fase di gigante rossa, a causa dell’aumento della luminosità e delle temperature.

Che cosa succederà a Mercurio e Venere?

Mercurio e Venere sono indicati come destinati a essere inglobati dal Sole durante la sua espansione. Marte, invece, dovrebbe sopravvivere fisicamente.

Perché L2 Puppis è citata nello studio?

L2 Puppis è una stella anziana distante circa 209 anni luce. Viene usata come riferimento per stimare come una stella simile al Sole possa perdere massa nelle fasi finali.

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Scritto da

Sandy Nageeb

Caporedattore

Scrittore ed editore esperto che si occupa di tecnologia, scienza e salute.

Questo articolo è stato prodotto con strumenti editoriali assistiti dall'IA e revisionato secondo gli standard editoriali di Trend Digest prima della pubblicazione.

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