Cosa c'è dietro la richiesta di archiviazione per Rocchi e l'Inter?

La Procura di Milano chiede l'archiviazione per l'ex designatore Rocchi e per l'Inter: le intercettazioni svelano pressioni ma manca il sistema strutturato per la frode sportiva. Gli atti passano alla FIGC.

Inchiesta Arbitri Rocchi Inter: Chiesta l'Archiviazione
Ultimo aggiornamentoJul 17, 2026, 5:09:19 PM
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La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e per l'Inter nell'ambito della clamorosa indagine penale per presunta frode sportiva. Dopo due anni di accertamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche, i magistrati milanesi hanno stabilito che non esiste un sistema strutturato volto a condizionare le designazioni dei direttori di gara a favore del club nerazzurro. Una decisione che di fatto spegne il fronte penale di quella che era stata ribattezzata 'Arbitropoli', ma che lascia sul campo dialoghi destinati a far discutere a lungo il mondo del calcio.

Gianluca Rocchi ex designatore degli arbitri di Serie A
L'ex designatore Gianluca Rocchi al centro delle indagini della Procura di Milano — Il Post

Il bilancio dell'inchiesta milanese

  • La Procura di Milano ha firmato la richiesta di archiviazione per Gianluca Rocchi, accusato inizialmente di frode sportiva per quattro designazioni mirate.
  • Anche la posizione dell'Inter, iscritta nel registro degli indagati per la legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti, è stata avviata verso l'archiviazione.
  • I pubblici ministeri hanno riconosciuto la sussistenza storica di singoli episodi di interferenza, giudicati tuttavia insufficienti per dimostrare in tribunale un reato penale.
  • Gli atti d'indagine sono stati trasmessi alla Procura Federale della FIGC e alla Procura dello sport del CONI per le valutazioni di natura disciplinare.
  • Restano aperti filoni secondari trasmessi a Monza sulle cosiddette 'bussate' alla sala Var di Lissone durante Udinese-Parma del marzo 2025.

I retroscena delle intercettazioni telefonate

L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Maurizio Ascione e coordinata dall'aggiunto Paolo Ielo, si era concentrata su presunti accordi e pressioni per assecondare il gradimento dell'Inter su determinati arbitri tra la primavera del 2025 e il 2026. Al centro delle carte ci sono le conversazioni tra Rocchi e Riccardo Pinzani, addetto ai rapporti con i club per l'Aia. In un'intercettazione del 29 aprile 2025, parlando del match Inter-Verona, Rocchi si sfogava con il vice Andrea Gervasoni: «Siccome questi dell’Inter ci stanno rompendo il c... pesantemente, stavo pensando... Ma se noi invertissimo, e su Inter-Verona mettessimo Piccinini invece che Sozza?». Il timore espresso dai vertici arbitrali era quello di alimentare tensioni con la dirigenza milanese, in particolare con il presidente Giuseppe Marotta e il manager Giorgio Schenone.

Un altro episodio contestato riguardava la trasferta di Bologna del 20 aprile 2025. Pinzani chiedeva a Rocchi se i nerazzurri tenessero di più alla partita di campionato o al successivo derby di Coppa Italia. La risposta di Rocchi fu netta: «Per me al Bologna te lo dico io! E gli manderò Colombo lì». Nonostante la successiva sconfitta dell'Inter per 1-0 con la direzione di Andrea Colombo, per gli inquirenti la scelta dell'arbitro rientrava in quelle singole concessioni che però non si sono mai tradotte in un meccanismo fraudolento collaudato.

Rocchi durante una sessione tecnica della Can
I dialoghi intercettati mostrano le frequenti interlocuzioni tra i vertici arbitrali e i club — Il Fatto Quotidiano

Durante l'interrogatorio davanti ai pubblici ministeri, Rocchi ha difeso fermamente il proprio operato, spiegando che nessuno si è mai permesso di imporre la scelta di un direttore di gara. Le indicazioni e i malumori delle società venivano descritti come una prassi diffusa nel calcio italiano. I dirigenti arbitrali, secondo la difesa di Rocchi, hanno il dovere di ascoltare i club per migliorare il servizio offerto ed evitare polemiche mediatiche, specialmente nelle fasi più calde della stagione agonistica.

L'impatto sul calcio e il paragone con il passato

La chiusura delle indagini penali a Milano ha scatenato reazioni contrastanti tra gli addetti ai lavori e i legali dei protagonisti del passato. Maurilio Prioreschi, storico difensore di Luciano Moggi, ha espresso forte perplessità per le motivazioni addotte dalla Procura milanese, richiamando inevitabilmente le sentenze del 2006. Secondo il legale, nel processo di Napoli le condanne per frode sportiva arrivarono per alterazioni delle griglie arbitrali molto meno dirette rispetto ai dialoghi emersi in questa indagine, dove si facevano esplicitamente i nomi dei direttori di gara sgraditi.

L'assenza di comunicazioni dirette intercettate tra Rocchi e i massimi dirigenti dell'Inter ha pesato in modo decisivo sulla richiesta di archiviazione penale. Gli inquirenti hanno ipotizzato che i contatti possano essere avvenuti su piattaforme non intercettabili come WhatsApp, ma i tentativi della Guardia di Finanza di inoculare un captatore informatico sul telefono dell'ex designatore non hanno avuto successo. Di conseguenza, senza prove stringenti di un accordo economico o di un vantaggio illecito deliberato, l'accusa di frode sportiva è decaduta.

Il passaggio alla giustizia federale

Ora la partita si sposta interamente a Roma, sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chinè. Ricevuti gli atti da Milano, la giustizia sportiva avvierà un fascicolo per valutare la condotta dell'Inter e dei tesserati coinvolti sotto il profilo della violazione dell'articolo 4 del codice di giustizia sportiva, relativo ai doveri di lealtà, probità e correttezza. Gli scenari per la società milanese variano a seconda di cosa emergerà dall'analisi dei faldoni: si va da una sanzione pecuniaria o un'ammenda per il club fino a una penalizzazione di 1 o 2 punti da scontare nel prossimo campionato di Serie A.

Domande Frequenti

Perché la Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per Gianluca Rocchi?
Perché dopo due anni di indagini i magistrati non hanno trovato prove sufficienti dell'esistenza di un sistema strutturato e organizzato per alterare i risultati delle partite, escludendo così il reato di frode sportiva.

Quali erano le partite di Serie A finite nel mirino degli inquirenti?
Le gare oggetto di verifica erano Bologna-Inter e Inter-Verona del 2025, la semifinale di Coppa Italia dello stesso anno e Torino-Inter del aprile 2026.

Cosa rischia adesso l'Inter dal punto di vista sportivo?
Il club rischia sanzioni disciplinari da parte della FIGC per la possibile violazione dei principi di lealtà e correttezza. Le sanzioni possono includere ammende o, nelle ipotesi peggiori, lievi penalizzazioni in classifica.

Cosa è emerso riguardo all'uso di telefoni non intercettabili?
La Procura ha rilevato il sospetto che i dirigenti utilizzassero chiamate WhatsApp o altre applicazioni crittografate per evitare i controlli tradizionali, ma i tentativi di installare un trojan sul telefono di Rocchi sono falliti.

Quale sezione d'indagine è stata trasferita alla Procura di Monza?
Il filone trasmesso a Monza riguarda le presunte irregolarità commesse nella sala Var di Lissone da parte dei tecnici Nasca e Di Vuolo per la gara Udinese-Parma del marzo 2025.

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Scritto da

Jody Nageeb

Caporedattore

Esperto in tendenze di business, sport e trasporti.

Questo articolo è stato prodotto con strumenti editoriali assistiti dall'IA e revisionato secondo gli standard editoriali di Trend Digest prima della pubblicazione.

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