Evasione fiscale, il record dei recuperi nasconde il nodo dei controlli
Il paradosso è netto: mentre il governo rivendica 36,2 miliardi di euro recuperati nel 2025, l’evasione stimata è tornata a 110 miliardi nell’ultimo dato disponibile. La distanza tra incassi celebrati e somme sottratte al fisco resta quindi enorme. E il punto politico non è solo quanto si recupera, ma quali regole si stanno costruendo per gli anni che arrivano.

Cosa sappiamo finora
Secondo l’inchiesta firmata da Milena Gabanelli per il Corriere della Sera, la stima dell’evasione su Irpef, Ires, Irap, Iva, Imu e contributi Inps è rimasta sopra quota 100 miliardi per quasi tutto l’ultimo decennio: 106 miliardi nel 2015, 103 nel 2019, 100 nel 2022 e 110 nel 2023. Sono cifre che spiegano perché ogni intervento su bollette, carburanti o servizi pubblici finisca per riaprire lo stesso problema: le coperture ricadono soprattutto su chi le imposte le paga già alla fonte.
Il recupero è cresciuto. Nel 2015 l’incasso totale indicato dalle fonti era di 18,9 miliardi; nel 2024 è arrivato a 33,4 miliardi e nel 2025 al record di 36,2. Ma dentro quel numero ci sono componenti diverse: incassi per conto di enti pubblici, effetti di accertamenti su dichiarazioni precedenti, versamenti dopo atti dell’Agenzia e somme legate a liti pendenti e rottamazione.

La fatturazione elettronica, introdotta nel 2019, ha inciso soprattutto sull’Iva: il divario tra imposta teoricamente esigibile e riscossa è sceso da 35 a 18 miliardi annui. Anche le lettere di conformità inviate dall’Agenzia delle Entrate hanno prodotto risultati, perché spingono il contribuente a correggere irregolarità prima del contenzioso. Questo rende più difficile attribuire il record del 2025 a una singola scelta politica recente.
La parte più controversa riguarda le norme nuove. Il concordato preventivo biennale consente di definire in anticipo il reddito da tassare, con un’imposta tra il 10 e il 15% sulla differenza fino a 85 mila euro. Per i critici, il rischio è che chi guadagna più del reddito concordato non abbia incentivo a dichiararlo interamente. Il redditometro, invece, viene indicato come meno incisivo perché la contestazione scatta solo oltre uno scostamento pari ad almeno dieci volte l’assegno sociale.
Le posizioni in campo
La presidente del Consiglio ha rivendicato il risultato del recupero come prova della linea del governo.
È il dato più alto di sempre, oltre il 43 per cento in più rispetto al 2022, quando il governo si è insediato… sono risultati frutto di una visione chiara che il governo sta portando avanti fin dal primo giorno
La lettura critica sostiene invece che la quota direttamente riconducibile alle misure dell’attuale esecutivo sia molto più limitata, mentre una parte rilevante del recupero derivi da procedure ordinarie e da strumenti già avviati negli anni precedenti. Anche il dibattito televisivo ha ripreso questa contraddizione: LA7 ha ricordato le precedenti frasi di Meloni contro tetto al contante, Pos e controlli sui piccoli commercianti.
Sono onorato di questo premio perché la legalità fiscale è la cifra della nostra riforma che abbiamo messo in campo
Il viceministro Maurizio Leo ha collegato la riforma a certezza del diritto, semplificazione, contrasto all’evasione e riduzione della pressione fiscale. La contestazione sollevata dalle fonti è che sanatorie, rottamazioni e ravvedimenti più favorevoli possano produrre l’effetto opposto: pagare tardi diventa meno costoso che pagare subito.
Cosa cambia per chi vive in Italia
Per lavoratori dipendenti e pensionati il tema è molto concreto: quando l’evasione resta alta, la pressione effettiva si concentra su chi ha redditi tracciati. Non è una questione astratta di bilancio pubblico. Significa meno margine per finanziare sanità, trasporto locale, istruzione, ricerca e aiuti sociali senza tagli o nuovo debito.

I dati Isa, cioè gli indici sintetici di affidabilità fiscale, mostrano differenze forti tra categorie e dentro le stesse categorie. CreditNews riporta che i medici con Isa superiore a 8 dichiarano in media 102.800 euro l’anno, contro 37.700 per chi resta sotto soglia; tra i ristoratori, i contribuenti affidabili dichiarano 65.400 euro, mentre quelli sotto soglia si fermano a 15.600. Il dato non equivale automaticamente a evasione, ma segnala dove il Fisco vede scostamenti da verificare.
Per il cittadino la conseguenza più immediata è anche culturale: se la regolarità sembra meno conveniente dell’attesa di una sanatoria, la fiducia nel sistema fiscale si indebolisce. La richiesta dello scontrino, la tracciabilità dei pagamenti e la corretta dichiarazione non sono gesti isolati: incidono sul costo collettivo dei servizi che tutti usano.
Prossimi passaggi
Gli effetti reali delle norme introdotte dal 2024 si misureranno nei prossimi cicli di controllo. Le dichiarazioni presentate nel 2024, relative ai redditi 2023, possono essere sottoposte a controllo automatico entro il 31 dicembre 2026, a controllo formale entro il 31 dicembre 2027 e ad accertamento sostanziale entro il 31 dicembre 2028. Per l’omessa dichiarazione il termine indicato arriva al 31 dicembre 2030.
Questo calendario spiega perché i numeri del recupero arrivino sempre in ritardo rispetto alle scelte legislative. La domanda decisiva, per i conti pubblici, è se concordato, ravvedimento e nuove rottamazioni porteranno più incassi immediati o meno deterrenza nel medio periodo.
In breve
- L’evasione stimata è salita a 110 miliardi nell’ultimo dato disponibile citato dalle fonti.
- Il recupero 2025 ha raggiunto 36,2 miliardi, ma include voci maturate in anni diversi.
- La fatturazione elettronica ha ridotto il divario Iva da 35 a 18 miliardi annui.
- Il concordato preventivo biennale è al centro dello scontro sul rischio di sottotassazione.
- Gli Isa segnalano forti differenze tra redditi dichiarati da contribuenti affidabili e non affidabili.
Domande frequenti
Quanto vale oggi l’evasione fiscale in Italia?
Le fonti citano una stima di 110 miliardi di euro per il 2023, ultimo dato disponibile indicato nell’inchiesta del Corriere della Sera.
Perché il record di recupero non chiude il problema?
Perché i 36,2 miliardi recuperati nel 2025 sono molto inferiori alla stima dell’evasione annuale e comprendono somme legate ad accertamenti, versamenti e procedure riferite anche ad anni precedenti.
Che cos’è il concordato preventivo biennale?
È un meccanismo con cui il contribuente concorda in anticipo con il Fisco un reddito da tassare per due anni. La parte controversa riguarda l’imposta ridotta sulla differenza rispetto a quanto dichiarato.
Chi rischia più controlli secondo gli Isa?
Gli Isa assegnano un punteggio di affidabilità fiscale. Sotto determinate soglie il contribuente può finire nell’area di maggiore attenzione dell’Agenzia delle Entrate.
Come incide l’evasione sui cittadini che pagano regolarmente?
Riduce le risorse disponibili per servizi pubblici e agevolazioni, aumentando il peso fiscale su dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi già tracciati.
Risorse
Fonti e riferimenti citati in questo articolo.
