Stretta e-commerce extra-Ue: dazio da luglio e spettro doppia tassa

Dal 1° luglio scatta il nuovo dazio europeo di 3 euro sui mini-pacchi extra-Ue, ma in Italia rischia di sommarsi la tassa nazionale da 2 euro.

Tassa e-commerce luglio: dazio Ue e rischio doppio prelievo
Ultimo aggiornamentoJun 21, 2026, 11:14:20 AM
1 settimana fa
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Stretta e-commerce extra-Ue: dazio da luglio e spettro doppia tassa

L'era dello shopping online transfrontaliero a basso costo e privo di barriere tariffarie sta per subire una battuta d'arresto senza precedenti. A partire dal prossimo 1° luglio, i consumatori che acquistano merci e piccoli oggetti da piattaforme e-commerce con sede fuori dai confini dell'Unione Europea dovranno fare i conti con un'importante riforma fiscale. La fine della storica franchigia doganale per i beni di valore inferiore ai 150 euro segna l'inizio di una stretta coordinata che potrebbe colpire in modo particolarmente severo l'Italia, dove si profila il rischio concreto di un doppio prelievo sullo stesso pacco.

Pacchi e spedizioni in transito
Pacchi e spedizioni in transito — Sky TG24

I punti chiave della riforma

  • Addio alla franchigia: Dall'1° luglio cessa l'esenzione doganale introdotta nel 1992 per le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue.
  • Dazio europeo transitorio: Viene introdotto un prelievo fisso pari a 3 euro per ogni singolo articolo dichiarato, non per spedizione complessiva.
  • Incognita tassa italiana: Il 1° luglio scade il congelamento del contributo nazionale da 2 euro; senza interventi, le due tariffe si sommeranno.
  • Allarme logistica: Le associazioni di categoria denunciano il rischio di una perdita del 50% dei traffici merci negli scali aeroportuali italiani.
  • Gettito a rischio: La tassa nazionale dovrebbe garantire 122,5 milioni di euro nel 2026, diventando una risorsa strutturale di difficile cancellazione.

I dettagli operativi della nuova tassazione

L'intervento strutturale varato da Bruxelles stabilisce l'applicazione di un dazio forfettario transitorio di 3 euro. L'aspetto cruciale di questa misura risiede nella modalità di calcolo: la tariffa non si applicherà sull'intero pacco, bensì su ogni singolo articolo contenuto nella spedizione (canale B2C per i privati). Se un utente ordina tre piccoli accessori nello stesso pacco, il dazio comunitario salirà a 9 euro complessivi, a cui andrà poi sommata l'aliquota ordinaria IVA del 22% calcolata sul valore della merce aumentato del dazio stesso. Questo sistema temporaneo rimarrà in vigore fino al 1° luglio 2028, anno in cui è prevista la piena operatività del nuovo Data Hub informatico comune.

Per le imprese che importano merci sotto i 150 euro (canale B2B), la semplificazione della quota fissa scompare. Il calcolo rimarrà di tipo analitico, applicando l'aliquota percentuale specifica prevista dalla singola voce doganale. Parallelamente, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha predisposto un'intensificazione dei controlli per intercettare le dichiarazioni non corrette o falsificate sul valore reale dei micro-pacchi, i cui volumi nel mercato unico hanno raggiunto 4,6 miliardi di unità nel 2024, raddoppiando ogni anno dal 2022.

Controlli doganali sui pacchi commerciali
Controlli doganali sui pacchi commerciali — Il Fatto Quotidiano

Il vero nodo per i contribuenti italiani è rappresentato dal potenziale cumulo con il contributo amministrativo interno da 2 euro, introdotto dall'ultima legge di Bilancio e finora congelato. Se il Ministero dell'Economia e delle Finanze non disporrà un ulteriore rinvio, la spesa fissa di partenza su ogni spedizione salirà a 5 euro. A novembre, inoltre, è previsto l'arrivo della handling fee europea per la gestione delle pratiche doganali, un'ulteriore commissione che potrebbe spingere l'aggravio fisso fino a 7 euro a spedizione.

L'impatto economico e le reazioni del settore

La Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica (Confetra), insieme a Netcomm, Federlogistica e Federdistribuzione, ha espresso un fermo dissenso, indirizzando una lettera al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere l'immediata cancellazione della norma nazionale. Le associazioni evidenziano che la burocrazia legata alla riscossione di micro-tasse rischia di paralizzare l'attività dei magazzini doganali. Inoltre, si paventa lo spettro di quanto già osservato in Francia dopo l'introduzione di una misura analoga il 1° marzo 2026, dove il 90% delle spedizioni ha deviato verso altri hub europei, riducendo il gettito a soli 2 milioni di euro mensili rispetto ai 400 milioni annui stimati.

L'handling fee è una misura che va a colpire pacchi piccoli: un aereo o un camion ne trasporta migliaia, per questo far arrivare le spedizioni in volo in un altro paese europeo e poi su strada in Italia è davvero conveniente.

Andrea Cappa, Direttore generale di Confetra

Il rischio di triangolazione è concreto: nel mercato unico i corrieri possono sdoganare i voli cargo in nazioni più permissive (come Belgio, Paesi Bassi o Ungheria) e trasportare poi le merci in Italia via camion, esenti da balzelli interni. Confetra ha simulato che il mantenimento della tassa nazionale porterebbe a un incasso di soli 70 milioni di euro nel periodo luglio-novembre 2026 a fronte del dimezzamento dei traffici, mentre l'eliminazione del balzello italiano garantirebbe comunque 38 milioni tramite la quota dei dazi europei riscossi, salvaguardando l'operatività degli scali nazionali.

Istituzioni a confronto sulla manovra economica
Istituzioni a confronto sulla manovra economica — Il Foglio

Le decisioni attese dal governo

Il ministero dell'Economia si trova davanti a un dilemma contabile complesso. La tassa italiana da 2 euro non è stata concepita come transitoria, ma è stata iscritta a bilancio come entrata strutturale, quantificata in 122,5 milioni di euro per il 2026 e ben 245 milioni annui a partire dal 2027. Queste risorse erano state destinate a coprire la cancellazione dell'imposta sui dividendi finanziari delle aziende durante la sessione di bilancio di dicembre.

Eliminare definitivamente il balzello costringerebbe l'esecutivo a individuare coperture finanziarie equivalenti in tempi strettissimi. Una situazione che ricorda da vicino le dinamiche di altre imposte Widely discusse come la Sugar tax e la Plastic tax, i cui continui rinvii rinviano il problema politico ma complicano la quadratura dei conti pubblici. Al momento, l'ipotesi più accreditata tra gli operatori rimane quella di un nuovo rinvio tecnico dell'imposta interna per evitare l'impatto immediato della sovrapposizione fiscale dal 1° luglio.

Domande frequenti

Cosa cambia esattamente per chi acquista online dal 1° luglio?

Cessa l'esenzione doganale per gli acquisti sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue. Si pagherà un dazio fisso europeo di 3 euro per ogni singolo articolo, oltre all'ordinaria IVA al 22%.

La tassa italiana da 2 euro si sommerà al dazio europeo?

Allo stato attuale, la scadenza del blocco della tassa italiana coincide con l'avvio del dazio Ue. Se il governo non interverrà con un rinvio o un'abolizione, i consumatori italiani pagheranno entrambe le tasse, per un fisso iniziale di 5 euro a spedizione.

Perché la tassa si applica per singolo articolo e non per pacco?

Il regolamento transitorio dell'Unione Europea prevede che la quota fissa di 3 euro sia calcolata su ogni pezzo dichiarato all'interno della spedizione per scoraggiare l'importazione massiccia di merci a bassissimo costo nel canale privato.

Quali sono i rischi per il settore della logistica in Italia?

Le associazioni di categoria temono che i grandi corrieri internazionali trasferiscano i voli cargo verso altri scali europei privi di tasse nazionali aggiuntive, sdoganando lì le merci e trasportandole in Italia su gomma, svuotando i centri di smistamento nazionali.

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Scritto da

Jody Nageeb

Caporedattore

Esperto in tendenze di business, sport e trasporti.

Questo articolo è stato prodotto con strumenti editoriali assistiti dall'IA e revisionato secondo gli standard editoriali di Trend Digest prima della pubblicazione.

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