DiCaprio e Bezos lanciano il Phoenix Project: 200 milioni per salvare 100 specie

Leonardo DiCaprio e Jeff Bezos uniscono le forze nel Phoenix Species Project, destinando 200 milioni di dollari alla protezione di 100 specie a rischio estinzione in 30 Paesi.

DiCaprio e Bezos: 200 milioni di dollari per 100 specie a rischio
📢Pubblicità

Leonardo DiCaprio e Jeff Bezos lanciano un fondo da 200 milioni di dollari per salvare 100 specie a rischio estinzione

Una vera e propria alleanza globale tra Hollywood e i giganti del tech per tutelare la biodiversità del pianeta. Leonardo DiCaprio e Jeff Bezos hanno unito le forze per lanciare il Phoenix Species Project, un maxi fondo filantropico da 200 milioni di dollari (circa 173 milioni di euro) destinato al recupero di 100 specie animali e vegetali in pericolo critico di estinzione distribuite in 30 Paesi. L'iniziativa punta a rivoluzionare il settore della conservazione ambientale fornendo finanziamenti continuativi di lungo periodo ed evitando la frammentazione dei contributi temporanei.

Leonardo DiCaprio e la tutela ambientale
Un'immagine simbolo della campagna per la biodiversità. — Corriere della Sera

Uno sguardo d'insieme all'iniziativa

Il Phoenix Species Project nasce dalla collaborazione diretta tra due grandi organizzazioni ambientaliste: Re:wild, la realtà co-fondata dall'attore premio Oscar insieme al biologo Wes Sechrest, e il Bezos Earth Fund, la fondazione privata creata dal fondatore di Amazon e presieduta dalla moglie Lauren Sánchez Bezos. Alla copertura finanziaria iniziale contribuiscono anche la fondazione Age of Union e la Todd Graves Family Foundation.

Le risorse economiche saranno suddivise equamente: 100 milioni di dollari arriveranno dal Bezos Earth Fund e altri 100 milioni da Re:wild e dai suoi partner. La vera novità strutturale risiede nella continuità temporale dei contributi. Invece di affidarsi a micro-donazioni o progetti con scadenze brevi, l'iniziativa garantisce un sostegno prolungato su un orizzonte di almeno cinque anni per ciascuna specie, offrendo stabilità a ricercatori, governi e comunità locali impegnati sul campo.

L'evoluzione del progetto dal 2021 a oggi

Le basi di questa joint venture filantropica risalgono a un incontro avvenuto nel 2021 tra Leonardo DiCaprio, Wes Sechrest, Jeff Bezos e Lauren Sánchez Bezos. Nei successivi anni sono seguite consultazioni dettagliate con esperti della conservazione, governi e popolazioni indigene per definire la struttura dell'intervento.

Dettagli sulla conservazione delle specie a rischio
Specie minacciate negli habitat di tutto il mondo. — ANSA

La scelta di lanciare ora la piattaforma risponde a una necessità urgente sottolineata dai dati ufficiali redatti dalla Lista Rossa delle Specie Minacciate dell'IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), la quale conta oggi oltre 31.000 specie classificate in pericolo critico, in pericolo o estinte in natura. Gli interventi operativi saranno supervisionati direttamente dalla Commissione per la Sopravvivenza delle Specie dell'IUCN e sosterranno gli obiettivi internazionali stabiliti dal Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal.

Chi sono i protagonisti e le specie individuate

Il programma finanzierà attività mirate e personalizzate in base al contesto biologico e geografico: dall'allevamento e riproduzione in cattività al ripristino diretto degli habitat naturale, fino al controllo delle specie invasive e alle attività anti-bracconaggio. Le 100 specie selezionate appartengono a gruppi biologici molto eterogenei, inclusi mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, pesci, invertebrati e piante in habitat aridi, marini e forestali.

Natura e habitat da proteggere
Tutelare gli animali significa proteggere interi ecosistemi. — la Repubblica

Tra gli animali al centro del primo blocco di interventi figurano:

  • Sifaka dalla corona dorata (Propithecus tattersalli): un lemure endemico del Madagascar nord-orientale che conta meno di 10.000 esemplari superstiti.
  • Salamandra verde di Hickory Nut Gorge (Aneides caryaensis): anfibio senza polmoni scoperto di recente e circumscritto a un canyon nella Carolina del Nord.
  • Pangolino malese: tra i mammiferi più colpiti dal traffico illegale in Sud-est asiatico.
  • Echidna dal becco lungo di Attenborough: raro monotrema presente nella Nuova Guinea.
  • Vaquita (Phocoena sinus): la focena del Golfo di California ridotta a pochissimi esemplari a causa delle reti da posta.
  • Iguana terrestre rosa delle Isole Galápagos, il cinghiale verrucoso delle Visayas nelle Filippine, il rospo arlecchino «notte stellata» della Colombia e la tartaruga pancake in Tanzania.

Le reazioni e il significato della partnership

L'iniziativa ha raccolto ampio consenso tra gli addetti ai lavori per la capacità di legare la tutela del singolo organismo alla tenuta dell'intero ecosistema. Durante la presentazione, le figure guida del progetto hanno chiarito l'impatto atteso dalle operazioni.

Per decenni, scienziati, popolazioni indigene, comunità locali e leader della conservazione sono stati in prima linea nella protezione della natura, e ciò che è emerso chiaramente dalla ricerca è che le specie sull'orlo dell'estinzione sono spesso quelle che costituiscono il fulcro di alcuni degli ecosistemi più importanti del mondo. Quando proteggiamo queste specie, proteggiamo anche le foreste, le zone umide, le praterie e gli oceani da cui dipendono.

Leonardo DiCaprio, Co-fondatore di Re:wild

L'approccio operativo punterà a misurare i tassi di crescita demografica e il grado di ripristino ambientale sui territori coinvolti, lavorando in stretta sinergia con più di 100 partner locali e organizzazioni della società civile.

I bambini si innamorano degli animali prima ancora che qualcuno dica loro che stanno scomparendo. Cento specie, trenta Paesi e un vero impegno per riportarle in vita. Non per gestirne il declino, ma per favorirne il recupero.

Lauren Sánchez Bezos, Vicepresidente del Bezos Earth Fund

Anche le organizzazioni locali in prima linea hanno accolto la notizia sottolineando l'importanza del cambio di passo economico per le attività sul campo.

Proteggiamo il sifaka dalla corona dorata da anni con un budget che non è mai stato all'altezza di ciò che questa specie merita, ma lasciarlo estinguere non è mai stata un'opzione. Questo finanziamento, questa piattaforma globale e il supporto tecnico cambiano ciò che è possibile fare.

Tiana Andriamanana, Direttrice esecutiva dell'Association Fanamby

Prospettive future e cosa monitorare

I primi interventi operativi nei 30 Paesi target prenderanno il via nei prossimi mesi. Gli sviluppi del Phoenix Species Project verranno resi trasparenti e tracciabili attraverso report periodici pubblicati sui canali ufficiali della piattaforma, consentendo di verificare l'efficacia dei piani di recupero e l'effettivo incremento demografico delle popolazioni protette.

Domande frequenti

Che cos'è esattamente il Phoenix Species Project?

È un'iniziativa filantropica globale promossa da Re:wild e Bezos Earth Fund con un finanziamento iniziale di 200 milioni di dollari destinato al recupero di 100 specie a rischio estinzione in 30 Paesi.

Come si differenzia dai normali progetti di conservazione?

A differenza dei tradizionali finanziamenti a breve termine, il progetto assicura un sostegno economico continuativo di almeno cinque anni, consentendo una pianificazione d'intervento più solida e strutturata.

Quali soggetti saranno coinvolti nell'esecuzione dei lavori?

Oltre 100 partner internazionali e locali, tra cui comunità indigene, ricercatori scientifici, organizzazioni non governative e governi, con la supervisione scientifica dell'IUCN.

Quali animali o piante rientrano nel programma?

Tra le 100 specie figurano mammiferi come il sifaka dalla corona dorata e il pangolino malese, anfibi come la salamandra verde di Hickory Nut Gorge, rettili, pesci, cetacei come la vaquita e diverse specie vegetali minacciate.

Sandy Nageeb profile photo

Scritto da

Sandy Nageeb

Caporedattore

Scrittore ed editore esperto che si occupa di tecnologia, scienza e salute.

Questo articolo è stato prodotto con strumenti editoriali assistiti dall'IA e revisionato secondo gli standard editoriali di Trend Digest prima della pubblicazione.

Scopri la nostra metodologia
TecnologiaIASaluteScienza

📚Risorse

Fonti e riferimenti citati in questo articolo.