Il Governo approva il decreto imballaggi — Plastica monouso compostabile per ortofrutta e catering
Le casse dei supermercati e i banconi dei bar italiani si apprestano a cambiare volto per sempre. Nel corso della seduta del Consiglio dei ministri svoltasi martedì 4 agosto, l'esecutivo ha dato il via libera al cosiddetto decreto imballaggi, introducendo la necessità che alcune tipologie di plastica monouso siano esclusivamente biodegradabili e compostabili per accedere al mercato nazionale.

Il quadro generale della normativa
Il provvedimento esecutivo interviene direttamente sul Codice dell'ambiente (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), anticipando e sfruttando le finestre normative offerte dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), la cui decorrenza operativa è fissata per il 12 agosto 2026. La direttiva comunitaria attribuisce agli Stati membri coordinati con reti efficienti di gestione dell'organico la facoltà di imporre la compostabilità in sostituzione della tradizionale riciclabilità meccanica per determinate filiere.
La disposizione nazionale intende preservare la continuità produttiva e industriale del comparto italiano delle bioplastiche, difendendo le imprese del territorio che hanno investito su materiali compostabili. Senza questo intervento tempestivo, come evidenziato dalle parti sociali, importanti quote della produzione nazionale avrebbero rischiato la paralisi commerciale con l'entrata in vigore dei target europei.
L'evoluzione del decreto e la mappa degli imballaggi coinvolti
Inizialmente inserito all'interno della bozza del decreto-legge sulla pubblica amministrazione, il testo è stato successivamente estratto per formare un provvedimento ad hoc focalizzato sulle norme urgenti in materia di imballaggi, destinato alla discussione presso la Camera dei deputati. L'impianto della norma impone la certificazione obbligatoria in conformità agli standard UNI EN 13432 rilasciata da enti accreditati.

La transizione non sarà indiscriminata su qualunque tipo di contenitore commerciale, ma si concentrerà sui formati a elevato rischio di contaminazione da scarti alimentari:
- Confezioni di prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati di peso inferiore a 1,5 kg.
- Etichette adesive, bollini applicati direttamente sulla frutta e fascette per verdure come asparagi o porri.
- Contenitori di plastica monouso per alimenti e bevande impiegati e consumati nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering (Horeca).
- Monoporzioni di condimenti (es. bustine di salsa o zucchero), conserve, panna da caffè e kit di cortesia nel settore ricettivo.
- Bustine per tè, cialde o filtri per caffè monouso e imballaggi flessibili per prodotti cosmetici e d'igiene.
Chi sono i protagonisti e la tensione istituzionale con Bruxelles
L'approvazione ha registrato la firma della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti e del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, unitamente al forte impulso del Viceministro Vannia Gava. Dalle associazioni di categoria è giunto il plauso dell'organizzazione di settore Assobioplastiche.
Un provvedimento che la nostra Associazione ha seguito da vicino nelle scorse settimane e il cui esito riteniamo vitale per la filiera.

Sul piano comunitario la misura riapre un fronte critico con la Commissione europea. Bruxelles ha ricordato come la direttiva sulle plastiche monouso (SUP) non distingua tra plastiche tradizionali, biodegradabili o compostabili, richiamando le procedure d'infrazione pendenti contro l'Italia. Il Governo ha tuttavia scelto di procedere per salvaguardare le specifiche specificità nazionali. Sul fronte sanzionatorio, l'impiego di diciture fuorvianti o la mancata osservanza dell'obbligo comporteranno multe amministrative da 2.500 euro fino a 25.000 euro, cifra che potrà essere quadruplicata qualora le violazioni riguardino volumi superiori al 10% del fatturato dell'azienda trasgressrice.
Le reazioni del settore produttivo
Il comparto industriale dell'economia circolare ha accolto la decisione evidenziando la necessità di dare stabilità agli investimenti. Il Ministro dell'Ambiente ha confermato che l'obiettivo politico risiede nell'assicurare un quadro giuridico chiaro agli operatori economici nazionali, valorizzando un settore pioniere nel compostaggio industriale rispetto alla media europea.
Senza questa norma, dal 12 agosto una parte significativa della filiera avrebbe rischiato di uscire dal mercato. Proteggiamo un'eccellenza italiana senza arretrare sugli obiettivi ambientali.
Cosa succederà adesso e cosa monitorare
Dopo la pubblicazione ufficiale del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale, il Parlamento avrà a disposizione 60 giorni per completare l'iter di conversione in legge con eventuali modifiche. Sul versante operativo, la piena efficacia dell'impianto sanzionatorio è programmata a partire dal 1° gennaio 2030, per consentire alle aziende del packaging di convertire gli impianti industriali.
Gli aspetti decisivi da osservare nei prossimi mesi includono:
- Gli sviluppi delle interlocuzioni formali e dei rilievi pendenti presso la Commissione europea riguardanti le deroghe SUP.
- L'esito del passaggio parlamentare per la conversione definitiva alla Camera dei deputati.
- I progressi delle catene della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) nell'adeguamento delle fornitura da qui alla scadenza del 2030.
Domande Frequenti
Quali imballaggi diventeranno obbligatoriamente compostabili?
L'obbligo si applica alle confezioni di ortofrutta fresca sotto i 1,5 kg, bollini ed etichette per la frutta, bustine monodose per condimenti nel settore Horeca, vaschette e bicchieri per consumi sul posto, cialde del caffè, filtri da tè e prodotti flessibili di cortesia negli alberghi.
Da quando entreranno in vigore le sanzioni per le aziende?
Le sanzioni amministrative comprese tra 2.500 e 25.000 euro diventeranno applicabili a partire dal 1° gennaio 2030, offrendo al mercato il tempo necessario per completare la riconversione industriale dei macchinari.
Perché la Commissione europea contesta il provvedimento italiano?
La Commissione europea osserva che la direttiva comunitaria SUP non fa distinzione tecnica tra plastica convenzionale e bioplastica compostabile nei divieti imposti al monouso, ravvisando possibili difformità con le regole del mercato unico.
Cosa significa la certificazione UNI EN 13432?
È lo standard tecnico europeo che definisce i requisiti di biodegradabilità e compostabilità che gli imballaggi devono possedere per poter essere smaltiti nella frazione organica e trattati negli impianti di compostaggio.
Risorse
Fonti e riferimenti citati in questo articolo.
