Maltempo in Trentino, fango e roccia bloccano la Val Genova: paura anche in Primiero
45 millimetri di pioggia caduti in appena trenta minuti hanno scatenato il caos sulle montagne del Trentino, provocando colate detritiche improvvise e l'isolamento di oltre cento persone. Un violento nubifragio ha colpito duramente l'area tra Passo Rolle e San Martino di Castrozza, innescando smottamenti che hanno paralizzato i collegamenti stradali e lambito persino le aree di sosta dedicate ai turisti.

Il punto della situazione
- Una massiccia colata di fango e massi ha invaso la strada forestale tra la Val Genova e Malga Bedole in seguito allo straripamento del Rio Dosson.
- Oltre un centinaio di escursionisti sono rimasti bloccati in quota e sono stati evacuati grazie a ponti di tronchi improvvisati dai soccorritori.
- Nel Primiero, una seconda colata staccatasi dalla Cavallazza ha invaso la pista da sci della zona Ces, arrestandosi a ridosso di un'area camper.
- L'accesso alla Val Genova tra Malga Caret e Bedole resta totalmente vietato a veicoli, escursionisti e ciclisti per ragioni di sicurezza.
- Le temperature elevate aggravano lo scenario, accelerando la fusione della neve in quota e aumentando l'acqua disponibile per nuovi smottamenti.
Cronaca dell'emergenza tra fango e soccorsi
L'allarme è scattato alle ore 16:15 di sabato 27 giugno, quando una gigantesca massa di roccia e detriti si è riversata sulla carreggiata nel territorio comunale di Strembo. Lo smottamento ha intrappolato un centinaio di escursionisti nella parte alta della valle, costringendoli a cercare riparo temporaneo nei rifugi montani. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente tramite la Centrale Unica di Emergenza, mobilitando dodici operatori della Stazione di Pinzolo del Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco volontari di Spiazzo, Pinzolo, Carisolo, Caderzone e Strembo.
Per consentire il rientro a valle in sicurezza, i pompieri e i tecnici del soccorso alpino della Guardia di Finanza hanno realizzato dei passaggi di fortuna posizionando lunghi tronchi d'albero sopra i tratti più scoscesi del Rio Dosson. Un escursionista individuato lungo il sentiero 241 è stato tratto in salvo direttamente dall'elicottero e trasferito al Pian di Bedole. Le attività di sgombero, eseguite in sinergia con la ditta Cunaccia Bruno Srl, sono proseguite senza sosta anche durante la notte grazie ai sistemi di illuminazione montati dai corpi di Bocenago e Caderzone.

Poco prima di mezzanotte, gli operatori sono riusciti ad aprire un varco provvisorio per liberare i veicoli rimasti bloccati. Gli automobilisti hanno vissuto una scena surreale, sfilando in colonna tra due imponenti muri di fango e rocce. Sebbene la maggior parte dei mezzi sia tornata a valle subito, le operazioni per recuperare le ultime 30 automobili e motociclette di chi aveva pernottato nei rifugi si sono concluse soltanto nella giornata di lunedì 29 giugno.
L'impatto sul territorio e i rischi geologici
La Val Genova è storicamente nota per la sua fragilità idrogeologica ed è classificata a pericolosità molto elevata (livello P4) nella Carta di sintesi della pericolosità. Il concatenarsi di forti piogge e temperature anomale ha destabilizzato i versanti. Il calore intenso, infatti, accelera lo scioglimento dei nevai residui sulle vette, saturando il terreno e creando le condizioni perfette per l'innesco di nuove colate detritiche (ovvero flussi rapidi di materiale fangoso e roccioso liquefatto).
La preoccupazione si è estesa rapidamente anche al Primiero. Lunedì pomeriggio, un nuovo smottamento si è originato dalla Cavallazza, investendo la pista da sci Ces e fermando la sua corsa nei pressi di un'area di sosta per camper, fortunatamente senza causare feriti. I tecnici dei Servizi provinciali del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna temono che l'instabilità possa estendersi ai bacini limitrofi del rio Cercen e del rio Gabbiolo, che possiedono una conformazione geomorfologica identica a quella del Rio Dosson.
Cosa prevede il piano di sicurezza nei prossimi giorni
Il sindaco di Strembo, Manuel Dino Gritti, ha firmato un'ordinanza restrittiva che impone la chiusura totale della strada da località Stella Alpina fino a piazzale Matarot. La Protezione Civile del Trentino mantiene attiva l'allerta gialla per temporali. Gli esperti di Meteotrentino prevedono per martedì una giornata calda con rovesci isolati, mentre per mercoledì è atteso il transito di una forte perturbazione con piogge diffuse e temporali intensi nelle ore centrali, seguiti da forti venti da nord.

Solo a partire da giovedì lo scenario meteo registrerà un netto miglioramento grazie alla rimonta di un promontorio anticiclonico africano, che ripristinerà il tempo estivo pur mantenendo temperature più fresche rispetto ai giorni scorsi. Il Comune di Strembo continuerà a eseguire interventi di somma urgenza nei prossimi giorni, ma la riapertura della strada intercomunale della Val Genova non verrà pianificata finché non sarà svanito il rischio di nuove colate detritiche.
Domande frequenti
Quali tratti stradali sono attualmente chiusi al transito in Val Genova?
In base all'ordinanza del sindaco di Strembo, è vietato l'accesso al tratto compreso tra la località Stella Alpina (malga Caret) e il piazzale Matarot (Bedole). Il blocco totale riguarda qualsiasi categoria di utenti, inclusi escursionisti a piedi e ciclisti.
Ci sono stati feriti o dispersi a causa delle frane?
No, i sopralluoghi aerei effettuati dall'elicottero del Soccorso Alpino e le verifiche dei Vigili del Fuoco hanno escluso il coinvolgimento di persone. Tutti gli escursionisti bloccati sono stati evacuati e messi in sicurezza senza ripercussioni sanitarie.
Tutti i veicoli rimasti intrappolati in quota sono stati recuperati?
Sì, le squadre di soccorso sono riuscite ad aprire un varco temporaneo tra i detriti. Questo ha permesso il rientro a valle della maggior parte delle vetture entro la mezzanotte di sabato e il recupero finale delle ultime trenta auto e moto rimaste a Bedole entro lunedì.
Che cos'è la classificazione P4 indicata per la Val Genova?
La sigla P4 indica un livello di pericolosità molto elevato all'interno della Carta di sintesi della pericolosità della Provincia. Significa che l'area presenta caratteristiche morfologiche ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico, specialmente durante eventi meteorologici intensi.
Quali sono le previsioni meteo per i prossimi giorni in Trentino?
Il quadro rimarrà instabile fino a mercoledì, giorno in cui è attesa una forte perturbazione con piogge intense e temporali diffusi. Un miglioramento definitivo con temperature in calo e tempo stabile è previsto solo a partire da giovedì grazie all'arrivo dell'anticiclone.
Risorse
Fonti e riferimenti citati in questo articolo.
