Anna Ferzetti, il Nastro d’Argento e l’anno che cambia una carriera
Al Teatro Argentina di Roma, la serata dei Nastri d’Argento ha acceso i riflettori su uno dei passaggi più forti del cinema italiano del 2026. Tra i nomi premiati c’è Anna Ferzetti, riconosciuta come miglior attrice per il ruolo di Dorotea in La grazia di Paolo Sorrentino. Il film ha conquistato otto premi su nove candidature, compresi miglior film, regia, sceneggiatura e i riconoscimenti agli interpreti Toni Servillo, Ferzetti e Milvia Marigliano. Per l’attrice, figlia di Gabriele Ferzetti, il premio arriva dopo una stagione fitta tra cinema e teatro.

Come si sono svolti i fatti
Il riconoscimento a Ferzetti arriva dentro il successo più netto dell’edizione 2026 dei Nastri d’Argento. La grazia, firmato da Paolo Sorrentino, ha vinto come miglior film, miglior regia e sceneggiatura, oltre ai premi per gli attori protagonisti Anna Ferzetti e Toni Servillo.
Nel film Ferzetti interpreta Dorotea, figlia giurista di un presidente della Repubblica attraversato da dubbi personali e istituzionali. Il racconto ruota attorno a decisioni pesanti: la concessione di una grazia e la firma di una legge sull’eutanasia, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano sui Nastri 2026.
La vittoria non era scontata nemmeno per l’attrice. Ferzetti ha raccontato al Corriere della Sera che il progetto era rimasto in sospeso dopo diversi provini, mentre Sorrentino girava Parthenope. Poi il film è ripartito e il regista l’ha richiamata con una richiesta precisa: trovare la sua Dorotea.
La serata ha avuto anche altri protagonisti. Valerio Mastandrea ha vinto come miglior attore per Cinque secondi di Paolo Virzì, mentre Primavera di Damiano Michieletto ha ottenuto tre premi. Il Nastro dell’anno è andato a Buen Camino di Gennaro Nunziante e Checco Zalone.
Dentro la storia
Il premio a Ferzetti racconta più di una singola interpretazione. Arriva dopo anni in cui l’attrice ha attraversato cinema, serie e teatro senza restare ferma in un solo registro. Nel suo stesso racconto, la strada verso il mestiere è stata piena di rifiuti: troppo alta, troppo seria, non adatta. La svolta sta proprio qui: un ruolo costruito attorno alla presenza, alla tenuta emotiva e al rapporto con un padre ingombrante sul piano simbolico.
Ferzetti ha collegato Dorotea alla memoria del padre Gabriele Ferzetti, figura centrale della sua vita. La figlia del presidente De Santis, nel film, diventa così un personaggio in cui l’eredità familiare e la responsabilità professionale si intrecciano. Non è solo un dettaglio biografico: spiega perché il ruolo abbia avuto per lei un peso diverso da altri.

Il contesto conta. La grazia era uscito senza premi dai David di Donatello, poi ai Nastri ha trovato una consacrazione quasi totale. Questo spostamento dice molto sul modo in cui i premi leggono i film: lo stesso titolo può essere accolto in modo diverso a seconda della giuria, del momento e della sensibilità critica.
Le parole dei protagonisti
Ferzetti ha descritto il premio con una formula che unisce sollievo e sorpresa, dopo una stagione piena di incastri professionali.
È il coronamento di un anno di grazia, letteralmente. Un bell’allineamento dei pianeti.
Nel raccontare la costruzione del personaggio, l’attrice ha riportato il pensiero al padre Gabriele, riconoscendo quanto quella presenza abbia inciso sul suo modo di avvicinarsi a Dorotea.
Ho pensato a mio padre, che mi ricordava per certi versi il presidente De Santis.
La parte più personale dell’intervista riguarda però la scelta del mestiere. Ferzetti ha spiegato che da ragazza non immaginava subito una carriera d’attrice: pensava a un albergo, a un villaggio, allo sport o persino a una strada militare. Poi ha riconosciuto quella vocazione, pur definendola combattuta.
Ho capito che la mia strada era quella, ma è stata combattutissima.
La portata del riconoscimento
Per il pubblico italiano, il caso Ferzetti mette a fuoco una dinamica frequente nel nostro cinema: il percorso degli interpreti non esplode sempre all’improvviso, ma spesso arriva attraverso ruoli laterali, teatro, serie e incontri decisivi. Nel suo anno ci sono anche Domani interrogo, Gli occhi degli altri di Andrea De Sica e la tournée teatrale di People, Places & Things, diretta da Pierfrancesco Favino.

Il successo di La grazia pesa anche per l’industria. Otto premi concentrati su un solo film spostano attenzione, distribuzione culturale e conversazione pubblica verso un titolo d’autore che lavora su temi istituzionali e morali. In un mercato spesso dominato da commedie e prodotti seriali, un risultato simile crea spazio per storie più complesse senza tagliare fuori il pubblico generalista.
La stessa edizione dei Nastri ha tenuto insieme registri diversi: il cinema politico di Sorrentino, la commedia premiata con Buen Camino, il thriller psicologico di Andrea De Sica e il riconoscimento a figure femminili dell’audiovisivo italiano. È un segnale di varietà, non solo una classifica di vincitori.
Cosa succede adesso
Il prossimo passaggio confermato per Ferzetti è il ritorno in tournée in autunno con People, Places & Things, testo di Duncan Macmillan diretto da Pierfrancesco Favino. L’attrice ha spiegato che il progetto era nei piani da dieci anni, ma che prima non si sentiva pronta per un testo così impegnativo.
Sul cinema, Ferzetti ha indicato un desiderio più libero: le piacerebbe un musical, magari con Almodóvar. È una frase leggera, ma coerente con tutto il resto del racconto: dopo un premio così, la sfida non è ripetere Dorotea, ma evitare di essere rinchiusa nello stesso tipo di personaggio.
Domande frequenti
Perché Anna Ferzetti ha vinto il Nastro d’Argento 2026?
Ha vinto come miglior attrice per il ruolo di Dorotea in La grazia di Paolo Sorrentino, film premiato con otto Nastri d’Argento su nove candidature.
Che ruolo interpreta Anna Ferzetti in La grazia?
Interpreta Dorotea, figlia giurista del presidente della Repubblica al centro del film. Il personaggio è legato ai dubbi morali e istituzionali raccontati dalla storia.
Quanti premi ha vinto La grazia ai Nastri d’Argento 2026?
La grazia ha ottenuto otto premi, tra cui miglior film, regia, sceneggiatura, miglior attrice per Ferzetti e miglior attore per Toni Servillo.
Che cosa ha detto Anna Ferzetti sul padre Gabriele?
Ha raccontato di aver pensato a suo padre Gabriele Ferzetti per costruire Dorotea, perché la presenza di un padre importante è qualcosa che le appartiene nella vita e nel lavoro.
Quali sono i prossimi progetti citati da Anna Ferzetti?
In autunno ripartirà la tournée di People, Places & Things. L’attrice ha anche detto che le piacerebbe affrontare un musical.
Risorse
Fonti e riferimenti citati in questo articolo.
