All'alba di giovedì 25 giugno 2026, il trentanovenne peruviano Ricardo Radahelly Salinas è morto a Milano dopo essere stato immobilizzato a terra e soffocato con uno straccio in bocca dai suoi coinquilini in un appartamento di via Luca Ghini 4, nella periferia sud della città. I carabinieri della Compagnia Porta Monforte e della Stazione Vigentino hanno arrestato in flagranza cinque connazionali della vittima con l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale in concorso.

La ricostruzione dei fatti
Il dramma si è consumato all'interno di un'abitazione condivisa nel quartiere Vigentino, dove la vittima risiedeva insieme ad altri dieci cittadini sudamericani, tutti regolari sul territorio nazionale e incensurati. Nel corso della notte, per cause ancora da chiarire, Ricardo Radahelly Salinas ha dato in escandescenze, manifestando un forte stato di agitazione e aggredendo i presenti anche a colpi e morsi. Gli inquirenti ipotizzano che lo scatto d'ira sia riconducibile all'assunzione di sostanze stupefacenti, dato che durante le perquisizioni sono stati rinvenuti alcuni grammi di cocaina tra i suoi effetti personali.
Per contenere la furia dell'uomo, cinque dei coinquilini hanno reagito bloccandolo a terra. Nel tentativo di renderlo inoffensivo e impedirgli di urlare, gli hanno infilato uno straccio nella bocca. Questa misura di contenimento si è rivelata fatale, provocando la rapida perdita di conoscenza dell'uomo e il successivo soffocamento.

Intorno alle ore 6:00, un altro occupante della casa, rimasto estraneo alla colluttazione, ha allertato il 118 segnalando che il trentanovenne si era sentito male. I sanitari sono giunti sul posto e hanno trovato l'uomo esanime e in condizioni disperate. Il personale medico lo ha trasportato d'urgenza in codice rosso al Policlinico di Milano, dove i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso poco dopo il ricovero.
Le persone coinvolte
La vittima è Ricardo Junior Radahelly Salinas, 39 anni, cittadino peruviano regolare e senza precedenti penali. I cinque arrestati sono suoi connazionali di 26, 34, 47, 49 e 50 anni, anch'essi in regola con il permesso di soggiorno e incensurati. Su disposizione della coordinatrice dei rilievi, la pm di turno Barbara Benzi, i cinque uomini sono stati condotti nel carcere di San Vittore. L'accusa mossa dalla Procura è di omicidio volontario con dolo eventuale in concorso: secondo l'ipotesi investigativa, gli indagati hanno accettato il rischio che le modalità di immobilizzazione potessero causare la morte dell'uomo.
L'impatto sulla comunità
L'episodio getta luce sulle drammatiche condizioni di gestione delle tensioni nei contesti di coabitazione numerosa, dove l'assenza di strumenti di mediazione e l'improvvisazione di manovre di contenimento fisico violento possono trasformare una lite condominiale in una tragedia permanente. L'evento ha suscitato profondo scalpore nel quartiere Vigentino, una zona residenziale solitamente tranquilla della periferia milanese, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza interna alle dimore condivise e sulla vulnerabilità legata al consumo isolato di sostanze stupefacenti.

I prossimi passi
I cinque indagati restano a disposizione dell'autorità giudiziaria all'interno del carcere di San Vittore in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Saranno decisivi gli ulteriori accertamenti investigativi e i dettagliati esami medico-legali disposti sul corpo della vittima per stabilire con esattezza l'ora del decesso, l'eventuale presenza di sostanze tossiche nel sangue e definire le precise responsabilità individuali di ciascuno dei cinque arrestati nella dinamica del soffocamento.
Domande Frequenti
- Chi era la vittima della tragedia di via Ghini?
La vittima si chiamava Ricardo Junior Radahelly Salinas, un cittadino peruviano di 39 anni che risiedeva regolarmente in Italia ed era completamente incensurato. - Qual è la causa ufficiale del decesso del 39enne?
L'ipotesi principale avanzata dagli investigatori è il soffocamento causato da uno straccio che i coinquilini gli hanno inserito in bocca per impedirgli di urlare mentre era bloccato a terra. - Quali accuse gravano sui cinque coinquilini arrestati?
La Procura contestata l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale in concorso, ritenendo che abbiano accettato il rischio di uccidere l'uomo per contenerne l'agitazione. - Sono state trovate sostanze stupefacenti nell'appartamento?
Sì, i carabinieri hanno rinvenuto alcuni grammi di cocaina tra gli effetti personali della vittima, elemento che potrebbe spiegare lo stato di forte alterazione notturna. - Dove sono stati trasferiti i cinque peruviani indagati?
Al termine dei primi interrogatori e dei rilievi scientifici, i cinque arrestati sono stati trasferiti nel carcere di San Vittore a Milano.
Risorse
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