20 giorni per Foggia: cosa cambia dopo le dimissioni di Episcopo
Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026, 13:53
In Consiglio comunale, la scena è stata quella di una maggioranza evaporata nel momento più delicato: la seduta sul Bilancio. Maria Aida Episcopo, sindaca di Foggia eletta nell'ottobre 2023, ha annunciato le dimissioni dopo la verifica dei numeri in aula. La crisi è arrivata dopo settimane di tensioni tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, socialisti e liste civiche. Ora si apre una finestra di 20 giorni: se la sindaca non ritirerà l'atto, il Consiglio sarà sciolto e arriverà un commissario prefettizio.

Come si è arrivati alla rottura
Il passaggio decisivo è avvenuto durante il Consiglio comunale convocato per l'approvazione del conto consuntivo 2025. In aula, per la maggioranza, era presente soltanto Paolo Frattulino, mentre mancavano consiglieri del Pd, del M5S e alcuni rappresentanti socialisti.
La richiesta di verifica del numero legale, avanzata dal consigliere di opposizione Giuseppe Mainiero, ha reso visibile ciò che politicamente era già esploso: la coalizione non aveva più la tenuta necessaria per sostenere la sindaca. Episcopo ha poi spiegato la decisione con un video sui social e con la lettera di dimissioni.
La rottura non nasce in un solo giorno. Alla vigilia della seduta era arrivato un rimpasto: revocati gli incarichi agli assessori Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano, spostata la delega all'Urbanistica da Giuseppe Galasso e nominato Luigi Iorio alle Attività produttive. Il tentativo di ricomporre gli equilibri ha invece accelerato la crisi.
Episcopo era stata eletta il 24 ottobre 2023 con l'alleanza tra Pd, M5S e forze civiche, indicata come prima esperienza amministrativa del campo largo in Italia. Proprio per questo, le dimissioni hanno un peso che va oltre Palazzo di Città: mostrano quanto sia fragile una coalizione quando la distribuzione delle deleghe diventa più forte del programma.
I dettagli decisivi
Il nodo politico ha riguardato incarichi, deleghe e assetti interni. Secondo la ricostruzione delle fonti locali, la comunicazione inviata dalla sindaca alle forze politiche alla vigilia del Consiglio avrebbe irritato diversi gruppi: dalla posizione sul capo di Gabinetto alla scelta di Luigi Iorio, fino alla gestione delle deleghe consiliari e degli incarichi nei consigli di amministrazione.

Dentro la maggioranza, alcuni consiglieri chiedevano un cambio di passo su temi concreti: Ataf, verde pubblico, strade, ambiente, Pug, impianti sportivi, ParcoCittà e Palmisano. Francesco Strippoli, consigliere pentastellato, ha collegato la crisi non solo alle nomine ma anche a settori amministrativi considerati bloccati.
Per i cittadini, il punto non è soltanto chi siede in giunta. Una crisi di questo tipo può rallentare bilanci, appalti, interventi sui servizi e scelte amministrative quotidiane. In una città già reduce da una fase commissariale e da anni di difficoltà amministrative, ogni mese di instabilità pesa sulla macchina comunale.
Le reazioni e le risposte
Episcopo ha motivato il passo indietro con una frase che fotografa la crisi dei numeri:
Lascio perché se sei sfiduciata nei numeri di fatto sei sfiduciata nella funzione.
Il mondo produttivo cittadino ha reagito con preoccupazione. Potito Salatto, presidente di Confindustria Foggia, ha espresso comprensione personale per la scelta della sindaca, ma ha avvertito i partiti sulle conseguenze di un altro blocco istituzionale.
Sarebbe complicato per la città un altro periodo di commissariamento.
Dalla maggioranza arrivano però letture diverse. Il capogruppo socialista Mino Di Chiara ha indicato una via per ripartire: azzerare la giunta, votare il Bilancio e riaprire il confronto su una squadra con obiettivi chiari. È una proposta che punta a evitare il commissariamento, ma richiede una tregua politica rapida.
Anche Antonello Di Paola, del Gruppo Misto, ha insistito sul progetto unitario del campo largo. Nella sua lettura, la crisi può ancora diventare un'occasione se i gruppi rinunciano ai micro interessi e rimettono al centro le funzioni che incidono sui servizi alla città.
Il quadro più ampio
La vicenda di Foggia diventa un caso nazionale perché tocca il primo laboratorio amministrativo del campo largo. L'alleanza aveva portato Episcopo alla vittoria nel 2023, ma la gestione del potere locale ha mostrato una frattura tra sostegno elettorale e governo quotidiano.

La causa immediata è la mancanza di numeri in Consiglio. La causa politica è più profonda: il rapporto tra partiti, liste civiche e amministrazione non ha retto quando si è passati dalle promesse di rilancio alla gestione di deleghe, dirigenti e dossier cittadini.
Per Foggia, il rischio principale è la sospensione della guida politica proprio mentre restano aperti dossier su bilancio, servizi, trasporti locali, verde pubblico e lavori collegati al Pnrr. Non tutti questi capitoli dipendono da una singola seduta consiliare, ma l'assenza di una maggioranza stabile rende più difficile decidere e assumersi responsabilità.
Cosa succede adesso
La legge concede alla sindaca 20 giorni per ritirare le dimissioni. Se lo farà, potrà tornare in carica e provare a ricostruire una maggioranza. Se non cambierà decisione, il Consiglio comunale sarà sciolto e verrà nominato un commissario prefettizio fino alle prossime elezioni.
Durante questo periodo, secondo le ricostruzioni disponibili, le funzioni della sindaca saranno esercitate dalla vice. Il passaggio chiave sarà politico: capire se Pd, M5S, socialisti e liste civiche riusciranno a trovare un accordo credibile su giunta, deleghe e priorità amministrative.
La domanda, a questo punto, non è soltanto se Episcopo ritirerà le dimissioni. È se la coalizione che l'ha eletta saprà garantire i numeri e una linea comune davanti alla città.
Domande frequenti
Perché si è dimessa la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo?
Si è dimessa dopo il crollo della maggioranza in Consiglio comunale, durante la seduta sul conto consuntivo 2025. In aula mancavano consiglieri di forze decisive della coalizione.
Quanti giorni ha Episcopo per ritirare le dimissioni?
La sindaca ha 20 giorni per ritirare le dimissioni. Se non lo farà, il Consiglio comunale sarà sciolto.
Cosa succede se le dimissioni diventano definitive?
Verrà nominato un commissario prefettizio, che guiderà temporaneamente il Comune fino alle prossime elezioni.
Quando era stata eletta Maria Aida Episcopo?
Episcopo era stata eletta il 24 ottobre 2023 con una coalizione formata da Pd, M5S e forze civiche.
Perché il caso Foggia pesa sul campo largo?
Foggia era considerata la prima esperienza amministrativa del campo largo in Italia. La crisi mostra le difficoltà di tenere insieme alleanze ampie nella gestione quotidiana del governo locale.
Risorse
Fonti e riferimenti citati in questo articolo.

