Antonio Tajani annuncia la liberazione degli attivisti italiani in Libia: oggi il rientro

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato il rilascio di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani detenuti per un mese a Bengasi. Il rientro a Fiumicino è previsto oggi.

Tajani annuncia liberazione attivisti italiani in Libia
Ultimo aggiornamentoJun 24, 2026, 10:46:37 AM
1 settimana fa
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Antonio Tajani annuncia la liberazione degli attivisti italiani in Libia: oggi il rientro

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la liberazione di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Global Sumud Flotilla trattenuti per un mese dalle autorità della Libia orientale. Insieme a loro è stato rilasciato anche il cittadino uruguaiano con passaporto italiano Matias Alvarez Rodriguez, ponendo fine a un delicato caso diplomatico. I tre connazionali sono attesi in Italia nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 24 giugno, con un volo proveniente da Tunisi.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha coordinato le operazioni diplomatiche — ANSA

La ricostruzione dei fatti

La complessa vicenda umanitaria e diplomatica si è sbloccata nella serata di martedì 23 giugno, quando le autorità di Bengasi hanno consegnato i tre cittadini al console generale italiano Filippo Colombo. Gli attivisti facevano parte di un convoglio umanitario internazionale, il Global Sumud Convoy, composto originariamente da oltre 200 partecipanti provenienti da 25 Paesi. Partita a metà maggio, la carovana viaggiava via terra con 7 ambulanze, 20 case mobili e 10 camion carichi di aiuti umanitari diretti alla popolazione della Striscia di Gaza.

Il blocco della spedizione è avvenuto il 24 maggio nei pressi di Sirte, sulla linea di demarcazione tra la Libia occidentale, amministrata dal governo riconosciuto dalla comunità internazionale, e la Libia orientale, sotto il rigido controllo delle milizie del maresciallo Khalifa Haftar. Un gruppo di dieci attivisti, inclusi Centrone e Alberizia, si era spinto oltre il confine per negoziare un corridoio sicuro verso l'Egitto. Le forze locali li hanno però fermati con l'accusa formale di ingresso illegale sul territorio nazionale, avviando una detenzione durata esattamente 30 giorni.

Dettagli del convoglio bloccato in Libia
Il convoglio umanitario della Flotilla bloccato in Nordafrica — Il Fatto Quotidiano

Durante le quattro settimane di reclusione a Bengasi, l'organizzazione internazionale della Flotilla ha segnalato forti tensioni, denunciando maltrattamenti psicologici, lunghi interrogatori e l'iniziale diniego di assistenza legale e visite mediche, elementi che avevano spinto i detenuti a intraprendere uno sciopero della fame. La mediazione del consolato italiano ha permesso successivamente di ripristinare le comunicazioni con le famiglie e garantire beni di prima necessità prima della formale chiusura del caso.

I protagonisti della vicenda

I cittadini italiani coinvolti rappresentano profili attivi nel mondo dell'associazionismo e della solidarietà internazionale:

  • Domenico Centrone: 33 anni (che compie 34 anni proprio nel giorno del rientro), originario di Molfetta, in provincia di Bari, dove insegna cinema presso l'Università degli Studi di Bari.
  • Leonarda "Dina" Alberizia: 67 anni, originaria del Foggiano e residente ad Albugnano, in Piemonte, educatrice e insegnante in pensione da anni impegnata nei movimenti pacifisti.
  • Matias Alvarez Rodriguez: attivista di nazionalità uruguaiana ma in possesso della cittadinanza italiana, assistito dalla diplomazia italiana durante le fasi di fermo.

Il significato politico e geopolitico

Dietro l'esito positivo dell'operazione si muove una fitta rete di equilibri internazionali. Fonti diplomatiche indicano che la svolta è maturata a Bengasi durante i colloqui tra Saddam Haftar, capo militare e figlio del generale Khalifa Haftar, e i vertici dei servizi di intelligence di Italia, Turchia ed Egitto. Nonostante il ministro Tajani abbia espresso pubblicamente soddisfazione parlando di un intenso lavoro diplomatico coordinato tra Farnesina e Palazzo Chigi, i documenti ufficiali emessi dalle autorità di Bengasi inquadrano l'atto giuridico non come un'assoluzione, bensì come un decreto di espulsione dal territorio libico per violazione delle norme sui visti di ingresso.

Attivisti della Flotilla liberati a Bengasi
Gli attivisti hanno lasciato la Libia dopo un mese di detenzione — il manifesto

Questa formulazione legale consente alla leadership della Cirenaica di chiudere il contenzioso con Roma senza mostrare segni di debolezza interna, rivendicando la piena regolarità formale delle proprie procedure giudiziarie. Lo scenario si inserisce inoltre nel contesto delle storiche complessità logistiche che i convogli umanitari diretti a Gaza incontrano lungo le rotte nordafricane, già segnate da blocchi simili avvenuti lo scorso anno al confine egiziano.

Cosa succede adesso

Il rientro definitivo in Italia dei tre attivisti è programmato per la tarda mattinata odierna. Il volo di linea proveniente da Tunisi, dove gli attivisti hanno trascorso la notte sotto la tutela del consolato locale, atterrerà all'aeroporto di Roma Fiumicino alle ore 12:50. Successivamente, le organizzazioni della società civile e i comitati locali hanno annunciato momenti di confronto per analizzare i dettagli politici della gestione dei flussi umanitari nella regione libica.

Domande frequenti

Chi sono gli italiani che erano stati arrestati in Libia?

Si tratta di Domenico Centrone, un docente di cinema trentatreenne di Molfetta, e Leonarda Alberizia, un'insegnante in pensione di 67 anni residente in Piemonte. Entrambi operano come attivisti per i diritti umani.

Perché gli attivisti della Flotilla si trovavano in territorio libico?

I volontari facevano parte di un convoglio umanitario internazionale diretto via terra verso la Striscia di Gaza per consegnare ambulanze, case mobili e generi di prima necessità alla popolazione civile palestinese.

Quale accusa era stata mossa dalle autorità di Bengasi?

Gli attivisti sono stati fermati nei pressi della città di Sirte con l'accusa formale di ingresso illegale nel Paese, per aver attraversato la linea di confine interna senza le preventive autorizzazioni governative della Cirenaica.

Come si sono concluse le trattative per il loro rilascio?

La liberazione è avvenuta grazie a una mediazione diplomatica che ha coinvolto l'intelligence italiana, egiziana e turca. Le autorità della Libia orientale hanno formalizzato il rilascio attraverso un decreto di espulsione dal Paese.

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Scritto da

Ahmed Sezer

Caporedattore

Specialista in politica, governo e argomenti di interesse pubblico generale.

Questo articolo è stato prodotto con strumenti editoriali assistiti dall'IA e revisionato secondo gli standard editoriali di Trend Digest prima della pubblicazione.

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