Meloni oggi: scontro alla Camera sulle «ginocchiere»

Alla Camera Giorgia Meloni ha replicato duramente a Francesco Silvestri dopo la frase sulle «ginocchiere». Il caso sposta il dibattito dal Consiglio europeo al linguaggio politico.

Meloni-Silvestri, scontro alla Camera sulle ginocchiere
Ultimo aggiornamentoJun 11, 2026, 5:47:51 PM
3 settimane fa
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Meloni oggi: alla Camera esplode lo scontro con Silvestri sulle «ginocchiere»

Per chi segue la politica italiana, lo scontro alla Camera non è solo una lite d'Aula: tocca il modo in cui maggioranza e opposizioni usano linguaggio, genere e politica estera nel confronto pubblico. L'episodio è avvenuto l'11 giugno 2026 durante le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Il deputato M5S Francesco Silvestri ha accusato la premier di non aver cambiato postura verso Netanyahu e Trump; Meloni ha replicato alzando la voce e rivendicando il proprio percorso politico.

Giorgia Meloni durante la replica alla Camera
La replica di Giorgia Meloni in Aula alla Camera — Corriere TV

Contesto e antefatti

La seduta era dedicata alle comunicazioni della presidente del Consiglio prima della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. In quel quadro, il confronto si è spostato sulla politica estera del governo e sul rapporto con due figure citate direttamente da Silvestri: Netanyahu e Trump.

Il passaggio più contestato è arrivato quando Silvestri, deputato del Movimento 5 Stelle, ha collegato il dibattito successivo al referendum alla linea del governo. Secondo la sua ricostruzione, si era parlato di «raddrizzare la schiena» dopo una posizione definita supina verso Netanyahu e Trump; da qui la frase sulle «ginocchiere», subito letta dalla premier e da esponenti della maggioranza come un'offesa sessista.

Comunicazioni alla Camera
Intervento del governo in Aula prima di appuntamenti politici o istituzionali rilevanti, in questo caso il Consiglio europeo.
Consiglio europeo
Riunione dei leader dell'Unione europea citata nelle fonti come appuntamento previsto il 18 e 19 giugno.
Istruttoria
Verifica interna richiamata in Aula dopo le parole di Silvestri, con il presidente Lorenzo Fontana che ha risposto: «Verificheremo».

Che cosa è successo

Silvestri ha preso la parola in Aula e ha accusato Meloni di non aver cambiato linea dopo il referendum. Nel testo riportato da LA7, il deputato ha detto che la premier «non ha rialzato la schiena» e ha «semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda». Il suo intervento era inserito nel dibattito sulle comunicazioni della presidente del Consiglio.

La reazione di Meloni è arrivata nella replica. La premier ha chiamato in causa anche Laura Boldrini, richiamando il tema del rispetto delle donne e contrapponendolo alla frase pronunciata dal deputato M5S. Il punto politico della sua risposta è stato netto: non ha accettato che quella formula venisse presentata come una semplice critica alla postura internazionale del governo.

Giorgia Meloni risponde in Aula dopo le parole di Francesco Silvestri
Il momento della risposta della presidente del Consiglio — LA7

Nel passaggio centrale, Meloni ha rivendicato di essere arrivata a Palazzo Chigi «senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie». Ha poi trasformato la difesa personale in un attacco politico alle opposizioni, sostenendo che la sua leadership femminile arrivata dalla destra sia il vero nodo non accettato dagli avversari.

Uscendo dall'Aula, secondo Il Foglio, Meloni ha aggiunto una battuta rivolta ai cronisti: «Questi lavorano sempre per me». La frase ha dato il senso della lettura politica scelta dalla premier: trasformare la polemica in un episodio utile a rafforzare la propria immagine davanti al suo elettorato.

Le reazioni

Silvestri ha poi respinto l'accusa di sessismo, sostenendo che il riferimento fosse alla postura politica del governo e non alla persona di Meloni in quanto donna. Ha parlato di «questione legata alla postura politica del governo» e ha aggiunto che andrà «con molto piacere» a difendersi se verrà aperta un'istruttoria.

Quello che voi non riuscite ad accettare è che c'è una persona che, senza mai indossare delle ginocchiere, è arrivata dove è arrivata! Senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie!

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

Nel campo del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha inizialmente detto al Foglio: «Ginocchiere? Non so di cosa si stia parlando». Poco dopo ha chiarito che quella di Silvestri era, a suo giudizio, «una critica politica legata alla subalternità della premier» e che non ci fosse «nulla su cui speculare».

Dal Partito democratico sono arrivate prese di distanza. Lia Quartapelle ha espresso solidarietà alla presidente del Consiglio e ha definito scurrile quel modo di criticare Meloni. Anna Ascani, vicepresidente della Camera, si è scusata con l'Aula spiegando che, se avesse colto il senso poi attribuito alle parole di Silvestri, sarebbe intervenuta.

Il quadro più ampio

La vicenda mostra quanto il linguaggio parlamentare sia diventato terreno di scontro politico, soprattutto quando incrocia il tema del genere. La frase di Silvestri nasceva dentro una critica di politica estera, ma la parola scelta ha spostato l'attenzione dal merito del Consiglio europeo alla qualità del confronto istituzionale.

Giorgia Meloni alla Camera durante il confronto politico
La polemica ha attraversato maggioranza e opposizioni dopo la seduta — Il Foglio

Per i lettori italiani, l'effetto concreto è duplice. Da un lato, il dibattito che avrebbe dovuto preparare la posizione del governo al Consiglio europeo è stato oscurato dalla polemica. Dall'altro, la risposta della premier ha rafforzato un tema che Meloni usa spesso nel confronto politico: il proprio percorso personale e la contestazione ricevuta dalla destra come prima donna a Palazzo Chigi.

La maggioranza ha scelto di chiedere conseguenze formali. Paolo Trancassini ha parlato di istruttoria e Galeazzo Bignami ha chiesto sanzioni e sospensione del deputato M5S, definendo le parole pronunciate un livello di confronto politico inaccettabile per le istituzioni repubblicane. Augusta Montaruli ha spinto oltre, chiedendo a Conte l'espulsione di Silvestri.

La strada davanti

Il passaggio istituzionale confermato resta la riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, al centro delle comunicazioni da cui è partita la seduta. Sul piano interno, l'eventuale istruttoria richiamata in Aula dirà se la Camera darà un seguito formale alle contestazioni.

Intanto la polemica ha già prodotto un risultato politico: ha spostato la discussione dal contenuto delle comunicazioni europee al limite del linguaggio usato in Parlamento.

Domande frequenti

Che cosa ha detto Francesco Silvestri a Giorgia Meloni?

Silvestri ha accusato Meloni di non aver «rialzato la schiena» dopo il referendum e di aver «indossato delle ginocchiere per stare più comoda». La frase è stata pronunciata durante le comunicazioni della premier alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

Come ha risposto Giorgia Meloni alla Camera?

Meloni ha respinto la frase e ha rivendicato di essere arrivata dov'è arrivata senza «aiuti, favoritismi e scorciatoie». Ha poi sostenuto che alle opposizioni dia fastidio che la prima donna presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra.

Perché la frase sulle ginocchiere ha creato polemica?

La parola è stata interpretata da Meloni e da diversi esponenti della maggioranza come un riferimento sessista. Silvestri ha invece sostenuto che il senso fosse politico, legato alla subalternità del governo verso Netanyahu e Trump.

Che cosa ha detto Giuseppe Conte sul caso Silvestri?

Conte ha inizialmente detto di non sapere di cosa si stesse parlando. In seguito ha chiarito che, secondo lui, quella di Silvestri era una critica politica alla subalternità della premier e non un attacco sessista.

Ci saranno sanzioni per Silvestri?

Paolo Trancassini ha chiesto che si apra un'istruttoria e il presidente Lorenzo Fontana ha risposto «Verificheremo». Le fonti riportano richieste di sanzioni e sospensione da parte di esponenti di Fratelli d'Italia, ma non indicano una decisione già presa.

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Scritto da

Ahmed Sezer

Caporedattore

Specialista in politica, governo e argomenti di interesse pubblico generale.

Questo articolo è stato prodotto con strumenti editoriali assistiti dall'IA e revisionato secondo gli standard editoriali di Trend Digest prima della pubblicazione.

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