44 anni e una wild card: Pennetta legge il ritorno di Serena a Wimbledon
Flavia Pennetta ha commentato a Londra, il 27 giugno 2026, il ritorno in singolare di Serena Williams a Wimbledon e le prospettive degli italiani in tabellone, da Jannik Sinner a Jasmine Paolini. Le sue parole arrivano mentre il torneo inglese ritrova una delle figure più riconoscibili del tennis mondiale, capace di spostare attenzione, pubblico e aspettative anche dopo quasi quattro anni senza match di singolare.
Il punto non è soltanto la nostalgia: se Serena dovesse spingersi avanti nel tabellone, secondo Pennetta il tennis femminile si troverebbe davanti a una domanda scomoda sul livello attuale del circuito. Per gli appassionati italiani, intanto, Wimbledon diventa anche un banco di prova per una squadra azzurra con ambizioni diverse ma tutte pesanti.

La storia completa
Il ritorno di Serena Williams nel singolare di Wimbledon passa da una wild card e da un debutto fissato per martedì contro l’australiana Maya Joint, numero 53 del mondo. Secondo il programma del singolare, l’ex numero 1 del mondo torna quasi quattro anni dopo l’ultima partita individuale, persa al terzo turno degli US Open 2022 contro Ajla Tomljanovic.
Pennetta, che commenterà Wimbledon per Sky Sport, ha usato parole molto nette. Ha escluso un proprio ritorno e ha definito Serena “pazza scatenata”, spiegando che allenarsi non equivale a tornare davvero alla competizione: il punto giocato in torneo, ha detto, è un’altra cosa. Il suo giudizio più forte riguarda l’effetto che un cammino profondo della statunitense avrebbe sul circuito: una campionessa ferma da anni che torna e vince a quell’età sarebbe, nella sua lettura, un segnale complicato per il tennis femminile.

La presenza di Serena, però, non vive solo nel singolare. In doppio tornerà con Venus Williams: le due sorelle hanno vinto sei titoli di doppio femminile a Wimbledon e cercheranno il 15° titolo Slam come coppia. Debutteranno contro Solana Sierra e Camila Osorio, mentre nella stessa parte del racconto londinese rientrano anche Sara Errani e Jasmine Paolini, attese contro Kozyreva e Shymanovich.
Nel frattempo Pennetta ha allargato lo sguardo agli italiani. Su Sinner ha detto che debutta con Kecmanovic e che “il livello di Jannik è molto superiore rispetto a tutti gli altri”, insistendo sulla pulizia e sulla velocità della palla viste da vicino all’esibizione di Hurlingham. Su Cobolli, reduce da una finale Slam e chiamato a difendere i quarti del 2025, ha parlato di un cambio di mentalità necessario: meno dispersione, più gestione da giocatore di vertice.
I protagonisti
Flavia Pennetta è l’ex campionessa italiana che in questa vicenda fa da voce tecnica e da memoria agonistica. Ha vissuto il circuito dall’interno e, proprio per questo, legge il ritorno di Serena non come una semplice curiosità mediatica ma come un esame sul livello, sulla preparazione e sull’immagine del tennis femminile.
Serena Williams entra a Wimbledon da non classificata, con una wild card per il singolare e il doppio insieme a Venus. Ha vinto 23 titoli del Grande Slam e, a 44 anni e nove mesi, rientra in una fascia di longevità rarissima: SuperTennis ricorda che solo Martina Navratilova, Renée Richards e Venus Williams hanno giocato nel tabellone principale di un Major a un’età superiore.
Jannik Sinner, Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Jasmine Paolini compongono il blocco italiano citato da Pennetta. Sinner arriva dopo la delusione di Parigi e affronta Kecmanovic; Cobolli porta con sé fiducia e pressione; Berrettini debutta contro Wawrinka; Paolini cerca nell’erba londinese una scossa dopo un periodo complicato.
I numeri chiave
44 anni e nove mesi: è l’età con cui Serena Williams torna nel singolare di Wimbledon. Il dato pesa perché la colloca subito dietro alcune delle tenniste più longeve dell’era Open nei tabelloni principali degli Slam.
23 Slam: sono i titoli Major vinti da Serena in carriera. Questo spiega perché il suo rientro, anche senza classifica, non venga trattato come una presenza ordinaria.
Quasi quattro anni: tanto è passato dall’ultimo match di singolare, giocato agli US Open 2022 contro Ajla Tomljanovic. In mezzo ci sono solo due incontri di doppio disputati da inizio giugno, secondo ANSA.
7 titoli a Wimbledon: Serena ha già vinto il singolare londinese sette volte. È il motivo per cui l’erba resta il luogo più simbolico per un rientro così rischioso e, insieme, così appetibile per pubblico e televisioni.
6 titoli di doppio femminile a Wimbledon: Serena e Venus li hanno conquistati insieme solo a Church Road. Il ritorno in coppia non è quindi un dettaglio sentimentale, ma il richiamo a una delle intese più vincenti del torneo.
Cosa significa
Per il tennis femminile, il ritorno di Serena produce un doppio effetto. Da una parte riporta pubblico, memoria e potenza commerciale: Pennetta lo riconosce quando dice che la WTA ha bisogno di un ritorno del genere, perché le giocatrici attuali non vendono quanto vendeva Serena. Dall’altra, una sua corsa profonda aprirebbe una lettura meno comoda: se una campionessa ferma da anni può competere subito, la percezione del livello medio rischia di uscirne ammaccata.

C’è poi il tema dei farmaci dimagranti. Il Fatto Quotidiano riporta che i GLP-1, come semaglutide e tirzepatide, sono monitorati dalla WADA dal 2024 e potrebbero finire tra le sostanze proibite nei prossimi anni. Anna Maria Colao, endocrinologa e docente all’Università Federico II di Napoli, ha spiegato che non ci sono prove di un aumento diretto delle prestazioni, ma ha anche indicato un possibile vantaggio nei tempi di recupero della forma fisica dopo una lunga inattività.
Per il pubblico italiano, la vicenda Serena si intreccia con un Wimbledon molto azzurro. Sinner porta l’aspettativa più alta, Cobolli deve gestire il salto di status, Berrettini resta un avversario scomodo sull’erba e Paolini cerca una ripartenza. In pratica, il torneo parlerà sia di memoria sportiva sia di presente: la leggenda che rientra e gli italiani che devono dimostrare di poter stare stabilmente nei turni che contano.
Cosa aspettarsi
Il primo appuntamento confermato è il debutto di Serena Williams in singolare martedì contro Maya Joint. In caso di vittoria, il percorso indicato da ANSA prevede una possibile sfida al secondo turno contro Alexandra Eala, numero 30 WTA, e poi un eventuale incrocio al terzo turno con la campionessa in carica Iga Swiatek, numero 3.
Nel doppio femminile, Serena e Venus Williams esordiranno contro Solana Sierra e Camila Osorio. Errani e Paolini, invece, ripartono contro Kozyreva e Shymanovich dopo aver saltato il Roland Garros come coppia e dopo la sconfitta all’esordio al WTA 250 di Eastbourne.
Tra gli uomini italiani, Sinner comincia contro Kecmanovic, Berrettini contro Wawrinka e Cobolli arriva con una pressione nuova sulle spalle. È qui che la lettura di Pennetta diventa interessante: non basta avere talento o fiducia, serve gestire calendario, aspettative e lucidità, perché Wimbledon non perdona chi arriva scarico o confuso.
Domande frequenti
Quando torna Serena Williams in singolare a Wimbledon?
Serena Williams tornerà in singolare martedì a Wimbledon contro l’australiana Maya Joint, numero 53 del mondo.
Che cosa ha detto Flavia Pennetta su Serena Williams?
Pennetta ha definito Serena “pazza scatenata” per il rientro e ha detto che, se dovesse andare avanti, non sarebbe una grande immagine per il tennis femminile.
Perché Serena Williams ha ricevuto una wild card?
Gli organizzatori di Wimbledon le hanno concesso una wild card per entrare nel tabellone di singolare senza qualificazioni. Giocherà anche il doppio con Venus Williams.
Chi affronta Jannik Sinner al primo turno di Wimbledon?
Secondo Pennetta, Sinner debutta contro Miomir Kecmanovic, un avversario che può dare fastidio, pur con un livello giudicato inferiore a quello dell’italiano.
Che cosa sono i farmaci GLP-1 citati nel caso Serena?
Sono farmaci usati per obesità e diabete, come semaglutide e tirzepatide. La WADA li monitora dal 2024, ma non ci sono studi specifici sugli atleti di alto livello.
Risorse
Fonti e riferimenti citati in questo articolo.
