Aggiornato: 8 giugno 2026, 19:52
La perizia finale non chiede di tenere i tre bambini in casa famiglia, ma lega il loro rientro a condizioni compatibili con il benessere dei minori. È il passaggio più netto del documento depositato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Dopo mesi di polemiche, consulenze e controdeduzioni, il caso della famiglia neorurale di Palmoli entra nella fase decisiva. I giudici hanno ora circa un mese per pronunciarsi sul ricongiungimento familiare.

Che cosa sappiamo finora
La consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli ha depositato una relazione finale di circa 50 pagine. Il documento integra una prima stesura di 196 pagine e le controdeduzioni di parte, indicate in circa 300 pagine. La mole degli atti mostra quanto il procedimento sia diventato complesso: non si discute solo della casa nel bosco, ma dell’effetto che lo stile educativo dei genitori avrebbe avuto sulla crescita psicologica, scolastica e relazionale dei bambini.
Al centro della vicenda ci sono Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, genitori di tre minori, due gemelli di 6 anni e una bambina di 8 anni. I bambini sono ospitati in una casa famiglia a Vasto, mentre i genitori sono ancora nella casa nel bosco, in attesa di trasferirsi nell’abitazione messa a disposizione dal Comune per consentire i lavori sul rudere giudicato fatiscente.

La relazione ribadisce carenze già emerse: profilo igienico-sanitario, istruzione e socializzazione. Secondo i periti, i minori erano arrivati in struttura con carenze di maturità neuropsicologica, competenze scolastiche di base non adeguate e difficoltà significative nella lettura e nella scrittura. Viene richiamato anche l’isolamento socio-relazionale, con ridotta esposizione a contesti educativi, inclusivi e di relazione con coetanei.
Il punto politico e sociale del caso è delicato: la perizia non valuta lo stile di vita dei genitori in sé, ma la sua possibile incidenza sulla crescita dei figli. È una distinzione decisiva, perché separa la libertà delle scelte familiari dalla tutela dei diritti dei minori alla salute, all’istruzione e alla socializzazione.
- Consulenza tecnica d’ufficio
- È una valutazione disposta dal giudice e affidata a un professionista per chiarire aspetti tecnici del procedimento.
- Casa famiglia
- È una struttura di accoglienza temporanea per minori, usata quando l’autorità giudiziaria dispone una protezione fuori dal nucleo familiare.
- Ricongiungimento familiare
- Nel caso specifico indica il possibile rientro dei bambini nel contesto familiare, se ritenuto compatibile con il loro benessere.
Voci e posizioni
La posizione più rilevante della consulente è che il documento non vuole trasformare la permanenza in struttura in una soluzione stabile. Il passaggio mira a chiarire che l’obiettivo non è sostituire la famiglia, ma creare condizioni ritenute idonee al rientro.
si auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa compatibile con il loro benessere
La difesa della famiglia, oggi rappresentata dall’avvocato Simone Pillon, ha accolto questo punto come elemento centrale. Pillon ha dichiarato di aver preso atto dell’auspicio di un ricongiungimento precoce e positivo, nell’interesse dei minori e del recupero delle relazioni familiari.
Prendo atto del ripetuto auspicio della consulente di un precoce e positivo ricongiungimento della famiglia, nell'interesse dei minori e del recupero delle relazioni familiari
Restano però divergenze profonde. I consulenti di parte, Tonino Cantelmi e Martina Aiello, contestano il modo in cui sarebbero stati letti i fattori in gioco: difficoltà pregresse, effetti del collocamento, trauma da separazione, stress procedimentale e fattori ambientali sopravvenuti. Per Cantelmi, questo nodo non è stato sciolto.
avrebbe dovuto distinguere tra difficoltà pregresse, effetti del collocamento, trauma da separazione, stress procedimentale e fattori ambientali sopravvenuti
Impatto in Italia
Il caso parla a molte famiglie italiane perché tocca un confine sensibile: fino a dove arriva l’autonomia educativa dei genitori e quando interviene la tutela pubblica dei minori. Qui la questione non viene presentata come un giudizio su una vita rurale o alternativa, ma come verifica concreta di salute, scuola e relazioni.

Per i lettori italiani, il nodo pratico è chiaro: la scuola, l’igiene, le cure e la socializzazione non sono elementi accessori, ma diritti che entrano nella valutazione giudiziaria. La perizia indica anche che durante la permanenza in struttura i bambini hanno mantenuto contatti con i genitori, iniziato un percorso scolastico e trovato inserimento nella comunità con altri bambini e operatori.
Cosa succede adesso
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha ora a disposizione circa un mese per decidere. La scelta riguarderà il futuro immediato dei tre bambini: rientro in famiglia, eventuali condizioni di accompagnamento o prosecuzione delle misure già disposte.
Il trasferimento dei genitori nell’abitazione indicata dal Comune resta un passaggio concreto, perché consentirebbe i lavori sul rudere usato fino a novembre 2025 come casa. La decisione giudiziaria arriverà dopo il deposito della consulenza tecnica d’ufficio, della controperizia della difesa e delle integrazioni finali.
In breve
- Depositata la perizia finale sul caso della famiglia del bosco.
- Il documento è di circa 50 pagine e integra una prima relazione di 196 pagine.
- I tre bambini sono ancora in una casa famiglia a Vasto.
- La consulente non si oppone al rientro, ma chiede condizioni compatibili con il benessere dei minori.
- Restano contestazioni della difesa sul metodo e sulla lettura degli effetti della separazione.
- I giudici hanno circa un mese per decidere.
Domande frequenti
Che cosa dice la perizia sulla famiglia del bosco?
La perizia rileva carenze educative, igienico-sanitarie e relazionali, ma non sostiene la permanenza stabile dei bambini in istituto.
I bambini torneranno a casa?
La consulente auspica il rientro, ma lo lega alla creazione di condizioni compatibili con il benessere dei minori.
Chi sono i genitori coinvolti nel caso?
Sono Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, genitori di tre minori attualmente ospitati in una casa famiglia a Vasto.
Perché il Tribunale è intervenuto?
Il procedimento riguarda la sospensione della responsabilità genitoriale e la valutazione dell’ambiente educativo, sanitario e relazionale dei bambini.
Quando arriverà la decisione?
I giudici del Tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno circa un mese per pronunciarsi dopo il deposito della perizia finale.
La perizia giudica lo stile di vita nel bosco?
No. Secondo la relazione, la valutazione riguarda l’incidenza dello stile educativo sulla crescita psicologica, affettiva, scolastica e relazionale dei figli.
