Il protagonista di uno dei processi più seguiti della storia giudiziaria italiana si ripresenta al pubblico partendo da una parola pesante: colpevole. Sergio Cusani la sceglie come titolo del suo libro e come chiave per raccontare Tangentopoli, la maxitangente Enimont e il rapporto fra finanza, industria e politica negli anni Novanta. Mercoledì 10 giugno, alle ore 16, il volume sarà presentato a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco di Napoli.

Cosa sappiamo finora
L’incontro rientra nella rassegna Libri in Fondazione e mette insieme memoria personale, storia economica e vicenda giudiziaria. Con Cusani parteciperanno Orazio Abbamonte, presidente della Fondazione Banco di Napoli, Marcello D’Aponte, presidente della Fondazione Museo Archivio Storico Banco di Napoli, il giornalista Alessio Gemma, Gabriele Esposito, vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, e Carlo Sama.
Il volume, pubblicato da Rizzoli, ricostruisce il percorso dell’autore: dagli anni alla Bocconi e dal Movimento studentesco del Sessantotto fino all’ingresso nei mercati finanziari, dopo l’esperienza nello studio di Aldo Ravelli, indicato nelle fonti come il più importante commissario di Borsa italiano. Da lì arriva l’incontro con Serafino Ferruzzi, fondatore del gruppo agroindustriale per cui Cusani lavorò fino al drammatico epilogo degli anni Novanta.

Il cuore del racconto è il processo Enimont, definito nelle fonti come il procedimento simbolo della stagione di Mani Pulite. Cusani fu condannato e, secondo la sua ricostruzione, affrontò il processo mentre altri indagati cercavano di prendere le distanze dalle accuse o di scaricare le responsabilità. In una recente presentazione ha ricordato di aver scontato oltre cinque anni e mezzo di carcere, collegando quella scelta a una forma di responsabilità personale.
Il libro non si limita alla vicenda processuale. Dentro ci sono Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, Carlo Sama, la scalata a Montedison e la dimensione finanziaria di un’epoca in cui grandi gruppi industriali, banche e partiti si muovevano nello stesso campo di forze. Una cifra dà la misura di quel passaggio: alla morte di Ferruzzi, secondo quanto riportato, il patrimonio lasciato ammontava a 1.250 miliardi di lire.
La scelta del titolo è volutamente provocatoria. Cusani accetta l’etichetta che gli rimase addosso nell’immaginario collettivo, ma usa quella parola per spostare la discussione sulle responsabilità diffuse di un sistema che coinvolse imprenditori, politici, magistrati e mezzi di informazione. Per il pubblico italiano, la vicenda resta una lente attraverso cui leggere il rapporto fra potere economico e istituzioni.
Voci e posizioni
Nel libro e negli incontri pubblici, Cusani insiste su un punto: la memoria della stagione Enimont non può essere ridotta alla sentenza o alla figura di un singolo imputato. La sua posizione intreccia autocritica, rivendicazione della propria testimonianza e richiesta di guardare al contesto che rese possibile quella vicenda.
Ognuno di noi vive tante vite, spesso anche molto differenti tra loro, ma c’è sempre un filo che le tiene assieme.
Carlo Sama, già braccio destro di Gardini e autore di La caduta di un impero, porta invece la prospettiva del gruppo Ferruzzi e della famiglia. Nelle presentazioni, Sama ha legato il fallimento di quella parabola industriale anche alle scelte dell’establishment economico-finanziario e al peso umano degli anni giudiziari.
Se non ci fosse stato lui non saremmo qui a raccontare questa storia
La voce di Cusani diventa più netta quando affronta il tema della verità processuale e dei vuoti lasciati dalla ricostruzione pubblica di quegli anni.
La verità è un mosaico pieno di tasselli vuoti, la verità processuale ancora di più
Impatto in Italia
Per i lettori italiani, il ritorno pubblico di Cusani non è soltanto un appuntamento editoriale. Il caso Enimont segnò il modo in cui l’opinione pubblica guardò ai partiti, alla grande industria e alla magistratura. Rileggerlo oggi significa misurarsi con una frattura che contribuì a cambiare il linguaggio della politica e il rapporto dei cittadini con le istituzioni.

L’interesse non riguarda solo chi visse gli anni Novanta. Cusani ha dichiarato di voler dedicare il libro prima di tutto ai giovani: una scelta che sposta il racconto dalla cronaca giudiziaria alla trasmissione della memoria. Per chi oggi incontra Tangentopoli nei manuali, l’evento offre una testimonianza diretta su come decisioni finanziarie, ambizioni industriali e inchieste penali finirono nello stesso snodo storico.
La dimensione locale è concreta: Napoli ospita un confronto in una sede istituzionale, con rappresentanti della cultura, del giornalismo e dell’avvocatura. Non è una commemorazione neutra, ma un’occasione pubblica per discutere fatti che continuano a influenzare il modo in cui in Italia si parla di responsabilità, giustizia e potere economico.
Prossimi appuntamenti
L’appuntamento confermato è fissato per mercoledì 10 giugno alle ore 16 a Palazzo Ricca, presso la Fondazione Banco di Napoli. L’incontro sarà aperto al pubblico e sarà centrato sulla presentazione di Il colpevole di Sergio Cusani, insieme al dialogo con Carlo Sama e con gli altri ospiti indicati dagli organizzatori.
Un precedente doppio appuntamento con Cusani e Sama era stato annunciato anche a Ferrara, presso la libreria Libraccio, per la presentazione dei rispettivi libri. La sequenza degli incontri mostra come il racconto del gruppo Ferruzzi, di Gardini e del caso Enimont stia tornando nel dibattito culturale non come semplice ricordo, ma come materiale ancora sensibile della storia repubblicana.
In breve
- Sergio Cusani presenta Il colpevole mercoledì 10 giugno alle ore 16 a Palazzo Ricca, Napoli.
- Il libro è pubblicato da Rizzoli e ripercorre Tangentopoli, Enimont e il ruolo di Cusani nel gruppo Ferruzzi.
- All’incontro partecipano anche Carlo Sama, Orazio Abbamonte, Marcello D’Aponte, Alessio Gemma e Gabriele Esposito.
- Cusani collega il titolo a una scelta di responsabilità e alla necessità di rileggere il prima e il dopo di quella stagione.
- La vicenda viene presentata come memoria personale e documento storico su politica, finanza e giustizia.
Domande frequenti
Chi è Sergio Cusani?
Sergio Cusani è l’ex consulente finanziario legato al gruppo Ferruzzi e uno dei protagonisti del processo Enimont, fra i casi simbolo di Mani Pulite.
Di cosa parla Il colpevole?
Il libro ricostruisce Tangentopoli, la maxitangente Enimont, i rapporti fra finanza e industria e il ruolo di Cusani accanto al gruppo Ferruzzi.
Quando si tiene la presentazione a Napoli?
La presentazione è fissata per mercoledì 10 giugno alle ore 16 a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco di Napoli.
Chi partecipa all’incontro?
Partecipano Sergio Cusani, Carlo Sama, Orazio Abbamonte, Marcello D’Aponte, Alessio Gemma e Gabriele Esposito.
Perché il caso Enimont è ancora rilevante?
Perché fu uno dei procedimenti più rappresentativi di Mani Pulite e segnò il rapporto fra politica, magistratura, industria e opinione pubblica in Italia.
Che ruolo ha Carlo Sama nella vicenda?
Carlo Sama fu braccio destro di Raul Gardini ed è autore di La caduta di un impero, libro dedicato alla parabola del gruppo Ferruzzi.
