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De Rensis indagato a Milano — nuovo scontro sul caso Garlasco

Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, è indagato a Milano per diffamazione dopo la querela di Stefania Cappa: il caso Garlasco apre un nuovo fronte giudiziario.

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Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2026

Gli studi televisivi sono tornati a riempirsi di carte, repliche taglienti e frasi pesate al millimetro. Il nome di Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, è finito al centro di un nuovo fascicolo aperto a Milano per diffamazione dopo la querela presentata da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi. Con lui risultano coinvolti anche Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene, e Francesco Marchetto, ex maresciallo dei carabinieri di Pavia. Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio del 13 agosto 2007, continua così a muoversi su due binari: quello giudiziario e quello mediatico.

Antonio De Rensis e Stefania Cappa nel nuovo capitolo giudiziario legato a Garlasco
La querela di Stefania Cappa ha aperto un nuovo fronte nel dibattito sul delitto di Garlasco.

Come si sono sviluppati i fatti

La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Antonio De Rensis, Alessandro De Giuseppe e Francesco Marchetto. Il fascicolo è affidato al pm Antonio Pansa e si inserisce in un pacchetto di circa ottanta denunce collegate ai contorni della vicenda di Garlasco, molte delle quali ancora a modello 44, cioè con ipotesi di reato ma senza persone formalmente iscritte.

La querela nasce dall’iniziativa di Stefania Cappa, sorella gemella di Paola e cugina di Chiara Poggi. Secondo quanto riportato nei contenuti disponibili, l’atto si fonda anche sul lavoro di una società investigativa privata ingaggiata nell’autunno 2025 e su trascrizioni di una conversazione tra De Giuseppe e una giornalista. I reati ipotizzati nella denuncia comprendono diffamazione aggravata e contestazioni legate a calunnia e istigazione a delinquere nelle forme della diffamazione.

Nel mirino ci sono alcuni passaggi televisivi e mediatici che avrebbero alluso a un coinvolgimento delle cugine Cappa nel femminicidio. Un nodo citato più volte è il dragaggio del canale di Tromello, avvenuto nel maggio 2025 alla ricerca dell’arma mai recuperata, dopo l’intervista al presunto supertestimone Gianni Bruscagin.

De Rensis ha reagito in modo frontale. A Ore 14 Sera aveva definito la notizia della querela «il giorno più bello nell’ultimo anno e mezzo», perché a suo dire avrebbe permesso di chiarire fatti rimasti sospesi. In un secondo intervento televisivo ha poi scelto l’ironia, parlando del Tribunale civile di Bologna e della possibilità di portare lì la propria controffensiva legale.

Dentro il nodo giudiziario

Il punto non riguarda solo una singola querela. Il caso mostra quanto la nuova stagione del delitto di Garlasco sia diventata fragile sul piano pubblico: ogni perizia, ogni frase televisiva e ogni ricostruzione parallela rischia di trasformarsi in un nuovo fronte legale. Questo accade perché la riapertura dell’attenzione su Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia secondo uno dei contenuti forniti, ha rimesso in circolo letture contrapposte su prove, tempi e responsabilità.

Antonio De Rensis coinvolto nell’indagine per diffamazione a Milano
De Rensis è uno dei difensori di Alberto Stasi e ha respinto le ricostruzioni che lo riguardano.

Per Stefania Cappa e i suoi legali, il tema centrale è la tutela di chi non è mai stato iscritto tra gli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi. Per De Rensis, invece, la denuncia diventa l’occasione per portare in sede giudiziaria accuse che considera prive di base. È uno scontro che non riguarda soltanto reputazioni personali: tocca il confine tra cronaca, pressione mediatica e diritto di difesa.

Nel frattempo, le indagini della Procura di Pavia proseguono. In televisione De Rensis ha difeso la scelta di disporre una consulenza psichiatrica su Andrea Sempio, affidata al professor Roberto Catanesi, spiegando che l’esame riguarda capacità di intendere e di volere, capacità processuale, imputabilità e pericolosità sociale. Gli esiti della consulenza sono indicati per fine settembre.

Le parole dei protagonisti

De Rensis ha usato toni molto netti per respingere l’accusa. In una delle sue dichiarazioni ha sostenuto di non riuscire a comprendere il senso della contestazione e ha negato rapporti con testimoni o con Marchetto.

Sono un uomo libero che oggi si sente vergognosamente infangato

— Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi

In un altro passaggio, dopo la notizia della querela, aveva aggiunto: «Finalmente si potrà chiarire qualcosa, che poi ognuno interpreterà come vuole, i fatti parlano». La frase spiega la strategia comunicativa scelta dal legale: non arretrare, ma trasformare la contestazione in un terreno di verifica pubblica e giudiziaria.

La collega Giada Bocellari è intervenuta telefonicamente durante una puntata di Ore 14 Sera per contestare una lettura tecnica sul DNA sotto le unghie di Chiara Poggi. Il suo rilievo è stato diretto: senza quantificazione, secondo la legale, non si può stabilire quanto DNA ci sia né quanta degradazione ci sia. È un dettaglio tecnico, ma nel caso Garlasco dettagli di questo tipo diventano subito decisivi nel racconto pubblico.

Perché conta davvero

Per i lettori italiani, questa vicenda ha un impatto che va oltre il singolo procedimento per diffamazione. Mostra come un caso giudiziario ad altissima esposizione possa generare una catena di procedimenti laterali: querele, diffide, repliche televisive, accertamenti tecnici e iniziative civili. Il rischio è che il rumore attorno al processo superi la chiarezza dei fatti verificabili.

De Rensis dopo la denuncia di Stefania Cappa nel caso Garlasco
Il nuovo fronte milanese si aggiunge alle indagini e alle consulenze già aperte sul caso Garlasco.

C’è anche un effetto concreto sulle persone citate. Stefania e Paola Cappa vengono richiamate in un dibattito pubblico da cui, secondo i contenuti forniti, non è derivata alcuna iscrizione nel registro degli indagati per il delitto. Dall’altra parte, i difensori di Stasi rivendicano la necessità di continuare a mettere in discussione ciò che ritengono incongruenze della vicenda processuale.

Il riferimento di De Rensis a Bologna non è solo una battuta sui tortellini. È l’annuncio di una possibile risposta civile contro ricostruzioni che il legale definisce «destituite da ogni fondamento». In pratica, il caso passa dalla contesa televisiva alle aule giudiziarie, dove le parole dovranno essere misurate con atti, prove e responsabilità.

Cosa succede adesso

Il fascicolo milanese dovrà chiarire il perimetro delle accuse nate dalla querela di Stefania Cappa. La Procura di Pavia, intanto, continua il proprio lavoro sul filone che riguarda Andrea Sempio e attende anche gli esiti della consulenza psichiatrica affidata al professor Catanesi, previsti per fine settembre.

Non risultano, dai contenuti forniti, decisioni definitive sulla posizione di De Rensis né sviluppi conclusivi sulla revisione del processo per Alberto Stasi. Proprio De Rensis, in televisione, ha frenato le aspettative su una revisione immediata, sostenendo che l’indagine è ancora in movimento e che occorre attendere i passaggi già fissati.

Domande frequenti

Perché Antonio De Rensis è indagato a Milano?

È indagato per diffamazione dopo una querela presentata da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi. Nel fascicolo risultano coinvolti anche Alessandro De Giuseppe e Francesco Marchetto.

Che cosa contesta Stefania Cappa?

La querela riguarda ricostruzioni e servizi che avrebbero alluso a un coinvolgimento delle cugine Cappa nel delitto di Garlasco. Secondo i contenuti forniti, le cugine non sono mai state iscritte tra gli indagati per l’omicidio.

Che cosa c’entra il canale di Tromello?

Il dragaggio del canale di Tromello, avvenuto nel maggio 2025 alla ricerca dell’arma mai recuperata, è citato come uno degli episodi collegati alla denuncia e al clima mediatico attorno al caso.

La revisione del processo per Alberto Stasi è imminente?

Dai contenuti disponibili non emerge una revisione immediata. De Rensis ha invitato ad attendere gli sviluppi dell’indagine e gli esiti della consulenza prevista per fine settembre.

Che cosa cambia per chi segue il caso Garlasco?

Il nuovo fascicolo aggiunge un fronte giudiziario legato alla comunicazione pubblica del caso. Le prossime tappe riguarderanno sia Milano, per la querela, sia Pavia, per gli accertamenti ancora in corso.