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Perché il Consiglio di Stato cambia il destino della Sonrisa?

Il Consiglio di Stato respinge la richiesta della famiglia Polese e conferma la revoca delle licenze per albergo e ristorante della Sonrisa.

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Oltre 40mila metri quadrati: è da questa misura che passa la vicenda del Grand Hotel La Sonrisa, il complesso di Sant'Antonio Abate diventato famoso in tv come Castello delle Cerimonie. Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta della famiglia Polese e ha dato via libera alla revoca delle licenze per albergo e ristorante. La decisione pesa perché arriva dopo la conferma del Tar Campania e rende validi, nell'immediato, gli atti del Comune guidato dalla sindaca Ilaria Abagnale.

Il Grand Hotel La Sonrisa al centro della decisione del Consiglio di Stato
La Sonrisa, nota al grande pubblico come Castello delle Cerimonie, resta al centro di una lunga vicenda giudiziaria e amministrativa.

Il punto essenziale

  • Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare della famiglia Polese contro la revoca delle licenze.
  • Il Comune di Sant'Antonio Abate aveva ritirato le autorizzazioni dopo la confisca definitiva della struttura.
  • Le licenze riguardano l'attività alberghiera e il ristorante del Grand Hotel La Sonrisa.
  • La confisca è collegata alla lottizzazione abusiva accertata nella vicenda giudiziaria.
  • Restano fissati passaggi giudiziari: il 9 luglio in Cassazione e il 24 novembre per l'udienza pubblica nel merito.

Come si è arrivati fin qui

La decisione di Palazzo Spada non nasce dal nulla. La storia giudiziaria della Sonrisa viene fatta risalire alle contestazioni sugli abusi edilizi, con lavori indicati dalle fonti come realizzati su un'area di oltre 40mila metri quadrati nel territorio di Sant'Antonio Abate, in provincia di Napoli. Il nodo giuridico non riguarda la popolarità televisiva della struttura, ma la possibilità di mantenere licenze commerciali in un complesso confiscato e ritenuto privo della necessaria regolarità urbanistica.

Nel 2016 il tribunale di Torre Annunziata dispose la confisca dell'intera struttura e condannò Rita Greco e Agostino Polese a un anno di reclusione. La vicenda è poi arrivata in Cassazione: nel 2024 i giudici hanno dichiarato prescritti i reati penali contestati agli imputati per il tempo trascorso, ma hanno confermato la confisca. Da quel momento il complesso e i terreni sono passati al patrimonio del Comune di Sant'Antonio Abate.

La vicenda amministrativa della Sonrisa dopo la confisca definitiva
Dopo la confisca definitiva, il Comune ha avviato gli atti per revocare le autorizzazioni di albergo e ristorante.

Nel maggio 2026 l'amministrazione comunale ha avviato le procedure di sgombero e ha revocato le licenze commerciali. La famiglia Polese ha presentato ricorso, già respinto dal Tar Campania e ora anche dal Consiglio di Stato nella fase cautelare. Secondo la ricostruzione degli atti citata dalle fonti, la Settima Sezione ha confermato la linea del Comune: dopo la confisca definitiva, le autorizzazioni per albergo e ristorante non potevano restare in piedi.

Il provvedimento è stato firmato da Massimiliano Noccelli, presidente, insieme ai consiglieri Daniela Di Carlo, Raffaello Sestini, Pietro De Berardinis e Laura Marzano. Per leggere il passaggio centrale della decisione e il contesto della revoca, sono disponibili gli approfondimenti sulla revoca delle licenze e sulla decisione amministrativa.

Lottizzazione abusiva
È la trasformazione irregolare di un'area attraverso interventi edilizi non conformi alle regole urbanistiche.
Confisca
È il passaggio del bene al patrimonio pubblico, in questo caso al Comune di Sant'Antonio Abate.
Revoca delle licenze
È il ritiro delle autorizzazioni necessarie per svolgere attività come albergo e ristorante.

Perché conta davvero

La vicenda non riguarda soltanto una struttura diventata celebre per ricevimenti, matrimoni e programmi televisivi. Tocca un principio amministrativo concreto: se un immobile è confiscato dopo una lunga procedura per irregolarità urbanistiche, le attività economiche al suo interno possono continuare? La risposta arrivata ora dal Consiglio di Stato rafforza la posizione del Comune e riduce lo spazio operativo della Sonrisa nell'immediato.

I lavoratori e l
Oltre al profilo giudiziario, la decisione incide su dipendenti, collaboratori, fornitori e imprese legate alla struttura.

C'è poi il lato sociale. Le fonti parlano di centinaia di lavoratori tra dipendenti, collaboratori, fornitori e imprese dell'indotto che seguono ogni passaggio con preoccupazione. Per chi vive nell'area, La Sonrisa non è solo un simbolo televisivo: è anche reddito, lavoro stagionale, cerimonie prenotate e un pezzo di economia locale.

Per il pubblico italiano il caso ha un valore più ampio perché mette insieme spettacolo, abusivismo edilizio, giustizia amministrativa e gestione del territorio. La notorietà del format televisivo ha trasformato una disputa locale in una storia nazionale, ma il cuore resta giuridico: gli atti del Comune sono stati considerati legittimi nella fase esaminata dal Consiglio di Stato.

Cosa succede adesso

Il calendario giudiziario non è chiuso. Il 9 luglio è attesa la decisione della Cassazione sull'istanza collegata alla revisione del processo per lottizzazione abusiva. Secondo le fonti, la difesa sostiene che nuove prove possano incidere sul quadro del procedimento.

Nel frattempo, l'udienza pubblica davanti al Consiglio di Stato per la decisione nel merito è indicata per il 24 novembre. Fino ad allora, però, gli atti del Comune sulla revoca delle licenze restano validi, e questo è il dato che cambia subito la situazione della struttura.

Domande frequenti

Cosa ha deciso il Consiglio di Stato sul Castello delle Cerimonie?

Ha respinto la richiesta della famiglia Polese e ha confermato, nella fase cautelare, la validità degli atti con cui il Comune di Sant'Antonio Abate ha revocato le licenze di albergo e ristorante.

Perché sono state revocate le licenze alla Sonrisa?

Le licenze sono state revocate dopo la confisca definitiva del complesso, collegata alla vicenda di lottizzazione abusiva e alla mancanza di destinazione turistico-ricettiva indicata nelle motivazioni richiamate dalle fonti.

Quando ci sarà la prossima udienza?

Il passaggio in Cassazione è fissato per il 9 luglio, mentre l'udienza pubblica del Consiglio di Stato per il merito è indicata per il 24 novembre.

La Sonrisa può continuare a lavorare?

Le fonti riferiscono che gli atti comunali di revoca sono validi nell'immediato. Questo rende la prosecuzione dell'attività molto difficile, soprattutto per albergo e ristorante.